Il sermone  del poeta

Mobile ordigno di dentate rote

dicemi è l’ora di prender parola

pria che veda vostre rosee gote

adagiate e dormienti in su la tola

Questo è il momento di dare l’addio

a chi ha rotto gli indugi col Palladìo

(Questo è il momento  di dare l’àddio

ha chi ha rotto gli indugi col Palladio)

se pur un dì lontano avrà nostalgia

or s’è rotto le palle e se ne va via.

 

Onore, fama e gloria a Cescodotto

che lascia a chi resta  un saggio motto:

“Sia picciol spazio ognor alla goduria

anche allorquando la tempesta infuria

Topografi e topastri ricordate.

quello che scrisse un nostro sacro vate:

- pur su la vetta di una torre antica

trovasi or or l’impronta d’una ...foca

 Onore, fama e gloria per Gianfrascon

che ha speso la sua vita in costruzion;

se ha fatto crescer qualche muratore

l’ha fatto sempre con fare da signore.

Ogni studente era pieno  di sé

se invece del due prendeva un bel tre.

Or altri bei pensieri  son in sua lista

oltre a muri, ponti e mattoni a vista.

 

E ora gran festa e balli  per dalena

di pazienza, virtude e grazia piena;

Come placido il Don scorre lontano

tal Placida fue al ritmo palladiano

Ai giovani persi d’oltre frontiera

ha dato un aiuto con nobil maniera

Orsù, coraggio, facciamo allegria

facciamo la festa alla cara Giulìa.

 Ma prima che m’arrivi il classico lazzo

“Caro poeta, ormai c’hai rotto il ****”,

voglio concluder ‘sta parte d’istrione

con un ricordo che è proprio un bidone,

ma è solo per dirvi nel modo peggiore

“Questo Palladio vi resti nel cuore,

o,  se  vi piace un augurio più duro,

che vi rimanga  ben stretto nel ****”.

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