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L'apologo
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L’ APEOPEROSA Potrebbe essere di nuovo a rischio (se non già scomparsa) una specie, denominata APEOPEROSA, riscoperta e studiata negli ultimi dieci anni, le cui notizie più recenti risalivano ad un codice di Leonardo da Vinci, relativo ad un Trattato sulla Mobilità. La specie era stata avvistata, dopo 500 anni, nella città di Treviso, dove si era annidata all’ITG”Palladio”, ambiente particolarmente favorevole alla sua vita. Le apioperose sono prevalentemente femmine. Nella colonia del Palladio sono stati identificati pochi esemplari maschi, attivi per brevi periodi, se si eccettua un caso, sopravvissuto per un intero ciclo di vita (pari a tre anni). Sono state fatte varie ipotesi su questo caso singolare. La più convincente è di tipo climatico: l’esemplare era al fredo, e dunque al riparo dalle dannose ondate di calore che generalmente spingono le APIOPEROSE a svernare verso regioni più fredde nella stagione estiva. L’ipotesi climatica è la più accreditata anche riguardo al ritorno di questa specie data a lungo per estinta, la cui novella capostipite sembra provenire de monte. La presenza di così pochi esemplari maschi, concentrata peraltro in brevi periodi, pone dei dubbi sul problema della riproduzione. Secondo alcuni scienziati essa avverrebbe per partenogenesi. Ma nel codice leonardesco, corrotto proprio in questo punto, alcuni sono tuttavia riusciti a leggere “ la riproduzione avviene attraverso misteriosi canali telepatici” ipotizzando dunque strani rituali paranormali; altri invece leggono “telematici”. Recentemente sembra questa l’ipotesi più accreditata, a riprova, ancora una volta, della straordinaria capacità di Leonardo di anticipare i tempi. Il problema, comunque, rimane ancora aperto. La vita media di un’apeoperosa è di tre anni. Il periodo di maggiore attività, al limite della frenesia, è il secondo anno quando, agli inizi di settembre procede in modo convulso, con frequenti incontri, e con un ronzio davvero assordante, di difficile comprensione in questa fase così concitata. Il verso è invece più nitido nel primo anno di vita, quando con una certa frequenza l’apeoperosa si rivolge alla madre con un verso che potrebbe rendersi con il suono “ISFOL,ISFOL”, con il quale sembra chiedere protezione e soprattutto nutrimento. Le apioperose si cibano prevalentemente di documenti che, per ragioni di spazio, stivano in speciali contenitori , detti floppy, probabilmente dal rumore dello sbattere delle ali durante il lavoro. Nel secondo anno di vita, ai primi di settembre, sfinite dal caldo e dal lavoro di accumulo del cibo per l’inverno, le apioperose svernano per un periodo di tre settimane in varie località europee. Ci sono testimonianze di avvistamenti in Norvegia, Inghilterra, Danimarca, Olanda, Slovenia e nord-ovest della Spagna. Il periodo critico della vita dell’apeoperosa è, come detto, il terzo anno, quando viene colpita da una grave malattia, la “rendicontazione”, che si manifesta con sintomi inequivocabili come insonnia, ansia, fuga dalla realtà, stato confusionale e mania di persecuzione. La malattia - per la quale non si è ancora riusciti a trovare una cura sicura, nonostante il coinvolgimento della comunità scientifica europea- debilita fortemente e pochi esemplari guariscono. Le apioperose sopravvissute alla “rendicontazione” sembrano rinascere fortificate ad un nuovo ciclo vitale, con caratteristiche simili a quelle del primo triennio.
L’organizzazione sociale delle apioperose è di tipo prevalentemente democratico, con una distribuzione-attribuzione dei compiti a un numero ristretto di elementi (gli studiosi si interrogano se sia necessità o scelta) che si avvale della collaborazione e dell’esperienza di altri membri della comunità, con la supervisione di chi v(I)ola dall’uno all’altro. Indispensabile per il benessere della comunità sembra la presenza di una velata e lieve disapprovazione, generalmente garantita dall’ambiente circostante.
Ultimamente gli scienziati sono in grave trepidazione e temono che la specie possa di nuovo estinguersi, se non si è già estinta, poiché quest’anno nessun esemplare è stato avvistato in nessuno dei paesi europei generalmente prescelti...
Fonti bene informate rivelano che al recente summit del G8 uno degli argomenti più convincenti usati da Angela Merkel per strappare a Bush la promessa che nel prossimo 2050 gli USA si attiveranno nello spirito del Protocollo di Kyoto sia stato proprio questo “Salvare l’ apeoperosa dall’estinzione!”. Nel frattempo Putin ha reclamizzato il fresco clima della Siberia... (meLinneo, L’ apeoperosa in “Academy of Natural Sciences” anno X,n°4) Treviso 15.06.07 |