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Canzone per Iola
(15 giugno 2007)
(sull’aria, e non solo, di Boccadirosa)
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La chiamarono Iola De Monte, aveva l’Europa, aveva l’Europa, il giorno che è nata Iola De Monte aveva Europa già scritta in fronte.
Appena arrivata qui al Palladio con le sue borse, con le sue radio, tutti si accorsero con uno sguardo che ci voleva un bel nuovo armadio.
Quell’era l’anno dell’ottantanove; ci guidava Brunello, un vecchio eroe; la Iola cominciò a prender misure per le sue grandi performances future.
Venne poi il regno della mitica Alfea: onore e gloria a chi progetti facea; anche alla Iola piacque la cosa, e giù a far progetti e progetti a iosa.
Seguirono i tempi di Zilla e Vassallo, mai la Iola venne giù dallo stallo; il premio nobèl le volevan dare, ma lei a un altro lo volle lasciare!!!
C’è chi la scuola la fa con noia, c’è chi la sceglie per professione; Iola De Monte nè l’uno nè l’altro, lei facea a tutti progettazione.
Come colei che taglia e cuce e cose nuove sempre produce, come colei che mai non molla, faceva i Comenius col copia e incolla.
Come qua e là nella Pontebbana vedi girare la stessa mondana, così la Iola l’Europa batteva e tanti Leonardo ovunque faceva.
Avvenne così che in Inghilterra tutti sapevan la Iola chi era e fu così che anche in Germania avean di Iola tutti la smania.
La conoscevano anche in Norvegia, in Danimarca e pure in Grecia, quelli d’Islanda le davano addosso; ormai nessuno mollava più l’osso.
Finché un’estate, tutta dolente, la Iola decise di non fare più niente; ma senza l’Europa non potea stare e in nuovi progetti si mise a brigare.
Nel frattempo mai la Iola si arrese a portar pacchi e libri d’inglese; se di gran borse la sala inondava questo era il segno che la Iola ci stava.
Per gli studenti era sempre gran doglia se del cinque e otto non vedean la soglia
e le verifiche eran un
gran duolo
Poi ‘na idea bella venne alla Iola di insegnare l’inglese a Santa Bona; ma si disperarono quei poveretti, neanche in prigion si sentivan protetti.
Allora andarono dal commissario e dissero senza parafrasare: la Iola de Monte in certi momenti ci viene la voglia di strangolare.
Così arrivarono quattro gendarmi a controllare per ben le sue armi; poi dissero in coro il loro parere: la Iola in prigion non possiam tenere.
Allora si ebbe una bella intuizione di assegnar a Iola la Dispersione, lei prese la cosa con gran coraggio e dei suoi dispersi andò all’arrembaggio
E ogni volta nel collegio docenti portava pacchi davvero imponenti; ma oggi è ciascuno più sollevato: è arrivato per lei il giorno sperato.
E co’ ‘sto cartello giallo E co’ ‘sta scritta nera diciamo: “Addio Iola De Monte, con te se ne parte la nostra eurobandiera”
Non è un saluto granché originale; quel che dentro si sente è quello che vale. Chi ti manda un bacio, chi getta un fiore, chi rivuole indietro le mille ore.
Quel che è certo, e nessuno disprezza, tiravi dritto che è una bellezza, tra un misere e ‘na benedizione tutti ammiravan la tua devozione.
E con il preside in prima fila e chi è più vicino e chi è più lontano noi proclamiamo in maniera palese “Iola De Monte non passò invano"! (che in altre parole vuol dir più o meno: "Ma senza la Iola come faremo?!!")
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