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CANZONE PER I PENSIONANDI  GIUGNO 2009

 

Ecco ritorna a voi il  sacro vate

sempre coperto di virtù e beltate,

per insignir di   laurea  e d’onori

le  care signore e lor signori

 

Prenderò dall’opera mia a buon diritto

quel che d’allor con somma gloria ho scritto;

e se il verso vi par non c’entri niente,

è per la contraddizion che nol consente.   Inf..27,120

 

Or comincio con le dolenti note                Inf.5,25

a dir di lor sol quel che dir si puote.

Ma pria di levar ai pensionandi il canto

del Magnifico Rettor prendo il manto.

Con la sua aria di preside sovrano

vedeasi venir  De Menech Giuliano;

venìa ogni dì, a suo piacer, soave,        Inf.3,82

qual nocchiero a ispezionar la nave.

 

Lo primo anno, e forse anche due,

dicea volersi far le opinion sue,

lui che  da  Villorba qui era venuto,

sì ben disposto a regger ‘st’Istituto.

 

Guardando poi alle glorie del passato,

non volea far la parte di Pilato

e mucchi di carte prese a sparpagliare

per al Palladio passi avanti fare.

 

E fil  sottil  tessea  con esperienza

e ovunque garantiva sua presenza;

e a chi facea notare qualche assenza

lui dicea venir da un’altra conferenza;

il fervor  palladiano  lo portava

fin sui fiordi della Scandinavia.

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

Giuliano ha deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e lo cingiam d’alloro.
(imposizione della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottore proclamiamo lui  all’istante

quale vessillo  di  trave portante;

 

e  sia per lunghi anni benedetto

lui che per un lustro il Palladio ha retto;

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore

(bacio accademico e consegna del diploma)

 

Ed ora passiamo ad Oscar Susigan,

lui sempre impassibile ad ogni can can.

Fin dai tempi del preside Brunello

lontan si tenea da ogni bordello.

 

Nemmeno lo scosse l’ardente Faion

e l’anno di Zilla indenne passò;

e pure con Vassallo e il successore

mai perse la calma del gran signore.

 

Ma  non si dica che volea in tal modo

viver senza infamia e senza lodo.         Inf. 3,36

Volea piuttosto con la sua saggezza

sol del suo ruolo essere all’altezza.

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

Oscar  ha ormai deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e lo cingiam d’alloro.
(imposizione  della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottore proclamiamo lui  all’istante 

qual nostro matematico importante;

 

e  sia per lunghi anni benedetto

lui che è stato il professor perfetto;

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore.  
(bacio accademico e consegna del diploma)

 

E  ora il sior Maio  si faccia avanti,

così lo conosciamo tutti quanti,

che con la storia del serale e  diurno

riusciva a saltare pure qualche turno.

 

Storia facea d’Italia a indovinello:

donna di province o gran bordello?

Qui convien, dicea,  lasciar ogni sospetto: Pug. 6,78

dir Villa Certosa è tutto detto!

 

Si dice sia di multiforme ingegno:

facea teatro, giornali e pur disegno;

talor parlava  di letteratura

ma la sua vision parea  spesso oscura.

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

Gennaro  ha deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e lo cingiam d’alloro.         
(imposizione della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottore proclamiamo lui   all’istante 

qual ideator di belle cose e tante;

 

e  sia per lunghi anni benedetto

or che lui torna al suo paterno tetto

(che non si intenda dell’Eterno Padre,

bensì, meglio, quel di Castellamare);

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore       
(bacio accademico e consegna del diploma)

 

Ora ecco a voi Piovesan Luciana;

la sua figura è per taluni arcana;

ma con gentil premura lei concorse

a riorganizzar il Centro Risorse.

 

Consigli talor dava  agli studenti

quando li vedea a studiare intenti,

ma i suoi toni eran più dispiaciuti

quando li vedea a viver come bruti.  Inf. 26,139

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

Luciana   ha deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e la cingiam d’alloro.          
(imposizione della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottora  proclamiamo lei   all’istante

per quanto a curar libri fu costante;

 

e  sia per lunghi anni benedetta

e felice a far la nonna or si metta;

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore.

(bacio accademico  e consegna del diploma)

 

 

Ad Amedea Dall’Acqua ora tocca,

la riconosci dalla nera ciocca;

nel front office lei sempre  troneggiava

e pratiche di scuola sì smistava.

 

Dicea che le piacea la precisione

e su tutto facea il suo bel sermone.

Ma talor, la cosa non era rara,

libertà iva cercando, a lei sì cara.   Purg. 1,71

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

Amedea    ha deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e la cingiam d’alloro.          
(imposizione della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottora  proclamiamo lei  all’istante 

per il suo fare, diciamo, elegante;

 

e  sia per lunghi anni benedetta

che per un lustro è stata qui costretta;

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore.      
(bacio accademico e consegna del diploma)

 

Ora a Vincenzina il saluto diamo,

altro è il suo nome, ma  sì  la chiamiamo,

anzi, sentir puoi  talor lei  che  dice

Ricordati di me, io son la  Vice.         Purg. 5,133

 

Sempre presente da mattina a sera

tutto facea nella miglior maniera

e se ancora del tempo le restava

in letture  importanti si impegnava.

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

la Vice      ha ormai  deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e la  cingiam d’alloro.         
(imposizione della corona)

 

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottora  proclamiamo lei  all’istante

ché del perfetto ata è il sembiante;

 

e  sia per lunghi anni benedetta

che per un lustro è stata qui diletta;

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore.

(bacio accademico e consegna del diploma)

 

E infin onore e gloria alla Marita;

dov’era lei  là c’era sempre vita;

di ognuno sapea virtù e vizio,

a lei bastava un piccinin indizio.

 

E se poi ti sentii chiamar tesoro,

checché ti dava te pareva  oro;

sia che fosse pizza o focaccia

a te bastava la sua  ridente faccia.

 

Or, pur se sente ancora qualche ambascia,

la Marita   ha deciso che ci lascia.

Allora noi scriviam con stampi d’oro

il nome suo e la  cingiam d’alloro.         
(imposizione della corona)

 

E mentre  il santo uccello ci cinguetta,  Par.17,72
(trillo d’uccello)

nessun, però, del cul faccia trombetta,   Inf .21,139
(nessun rumore)

dottora  proclamiamo lei  all’istante

ché  ha reso  ‘sto  Palladio sì festante;

 

e  sia per lunghi anni benedetta

lei che dei nostri cuori è in su la vetta

e a rendere eterno questo  suo onore

sia il bacio  del  Magnifico Rettore.
(bacio accademico e consegna del diploma)

 

 

Or  è  giunta l’ora che volge il desìo      Purg.8,1

di dare ai pensionandi il caro addio

e noi diamoci alla festa gaudente

e a gozzovigliar  qual  perduta gente      Inf.3.3

e, mentre un ricordino  consegniamo,

loro, e pure il sacro vate,  applaudiamo

 

(gigiwebshow, 16 giugno 2009)