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Canzoncina
per la 5ªA geo
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Ora
davvero è arrivato il momento di
fare a ‘sta classe
un bel monumento; di
questo geo corso essa è il corifeo, è
la prima e la grande quinta A geo. Un
tempo arrivaste qui ancora bambini, e
ancor lo siete, ma più birichini; di
tutto sapete, di trucchi e mestieri, è
la sapienza
che è
quella di ieri! Ora,
va ben, passerete alla storia, ma
vari i motivi, varia la gloria: Adesso
vi passo tutti in rassegna; è
l’ultima volta che il Gigi v’insegna. Del
mio parlare nessuno s'adombri dal
risentirvi tenetevi sgombri; se
qualche parola forse non piace, è
sol per fare una rima efficace. Per
voi ero il
preside e pur il suo vice, ma
ora altra foggia qui mi si addice: in
questo momento di gran fervore sono
per voi il Magnifico Rettore. Ma
è ancor presto per voi la corona, non
è questa che il Rettore vi dona; (e
ora m’aspetto un commento sonoro) solo
un rametto, un rametto d’alloro. Il
primo della lista è
Aggio Mattia, lui
che pian piano ha trovato la via; stando
tranquillo sempre al suo posto, qualche
magagna certo ha nascosto. Il
secondo si chiama Fabio Beltrame, non
sempre lo studio era il suo pane; di
lui si dicea “fa alti e bassi”, ma
a lui pur
piaceva
fare i suo cassi. Or
qui ricordo Enrico Bellio, di
grandi mete lui avea il desìo; ma
il suo parlar così
altolevato non
avea talor né coda né capo. Quando
dici Cherubin Eleonora chi
ella sia proprio
nessuno lo ignora; ma
se parli di una
grande studiosa potresti
udir qualche voce dubbiosa. Or
se penso a De Stefani Filippo mi
viene alla mente un maestro d’inghippo; lui
sapea dar
sempre il meglio di sé anche
quando gli sci portava ai suoi piè. E
ora parliamo di Denis Durante, di
cose ben fatte lui ne fa tante; ma
se ti guarda con l’occhio furbetto questo
vuol dir che s’ è fatto un cicchetto. Se
senti parlar Amel Elezoski par
di sentir bei discorsi composti; ma
se guardi un
po’ più da vicino potria
cascarti
tutto il baldacchino. E
ora che chiamo Laura Fasolato; tosto
mi dico ma dove ho sbagliato! D’altronde,
si sa, era un po'
vivace, era
strano per lei stare un po'
in pace. Or
siamo arrivati ad Andrea Maso, di
cose sapea, ma non da travaso; lui
ti parlava con
volto ridente, ma
non sai che dicesse, forse
niente. Così
parlava Dario
Michieletto: "Ma
questo l'ho fatto,
questo l'ho detto"; se
però chiedevi
più spiegazione lui
ti sollevava un gran polverone. E
ora guardate, c'è Davide Miele; a
tutti parea un
ragazzo per bene; ma
quando pensavi
"Ha poca grinta" il
dubbio venia facesse
per finta. Ora
ricordo il Morello
Tommaso dall'aria
di saggio, saggio per caso; talor
era triste, talor contento, sapeva azzeccar il giusto momento. Ora
a lui tocca, a Daniele Nasato, a
volte abbattuto a volte esaltato; sembrava
saper un
poco di tutto, ma
se era
bagnato, lui dicea
asciutto. Ecco
a voi Padovan
Alberto; a
tutti parea un pochino più esperto; ma
se è ver che chi va pian non si fa mal, talor
però
lo sfinimento t'assal. E
ora è il turno di Pillon Nicola, sulle
sue doti non metto parola; ma
lui stesso era
talora sorpreso quando
in basso era un pochino disceso. Passiam
or dunque a Francesco Rossetto,
un
bravo ragazzo, questo sia detto; ma
se chiedevi uno sforzo maggiore, lui
avea sempre la sua buona ragione. Il
nome più corto è di
Rossi Marco, saggio
ragazzo e di parole parco, ma
quando diceva i versi d’Ermione, vedeasi
ben che
pensava al pallone. Adesso
parliamo di Alessio
Sartori, il
meglio di sé sapea tirar fuori; non
sempre però giungea alle vette, viaggiava
talor in zone ristrette. Siamo
arrivati a Nicola Toniolo, non
si può dir non
sia un bravo figliolo; avea
l’aria di chi tutto sapesse, ma
si vedea che era un vago interesse. E
infine è
il momento di Enrico Troncon
; nient’
altro che bene dire non so; ma
dietro la faccia seria e sicura potevi
aspettarti ‘na fregatura E
ora, perché a voi il ricordo rimanga (ma
per favore nessuno mi pianga), rammento
a memoria quei professori che
v’han rallegrato i tempi migliori
Parlavate
in inglese ogni mattina
quando
vi arrivava
e
regnava un religioso
silenzio
se
Irene parlava di San Gaudenzio. Attratti
eravate dalla Micaela per
far d’ integrali
una miscela; poi
andavate dalla vostra Giustina per
buttar fuori sta brutta tossina.
Nessuno
metteva a rovescio il diritto
quando
Patrizia spiegava un
editto e
se c’era da fare un bell’impianto
chiamavate
Giovanni,
il vostro santo. Sempre
avevate una mappa in mano sempre
pensando a Paolosodano: e
per costruire su solide basi da
Ettore tutti eravate
pervasi. E
non avevate nessun indugio quando
vi aspettava l’amato Lucio; sempre
a parlar di restituzioni quando
compariva Paolomoroni. E
infine c’è un fatto strano, ma bello: come
se foste una classe modello, avete
conquiso, e in maniera arcana, la
simpatia di Giovanni Fontana. Se
dunque il Palladio è stato a voi caro, questo
momento è anche un po’ amaro. Ma,
dài, poeta, ora falla finita: questa
è la storia e
questa è la vita. E
ora tutti s’associan
‘sti professori a
questo augurio di me, Cesaroni: sia
che scegliate lo studio o il lavoro, vi
porti fortuna il
ramo d’alloro.
ma se volete un augurio più duro... gigiwebshow 10 giugno 2010 |
raduno presso il famigerato ristorante (per allargare, cliccare sopra le foto)
ingresso
la cena - ala destra
la cena - ala sinistra
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divertimento prof
declamazione canzoncina
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