Giovedì, 25 Settembre 2003
Iniziativa del Rotary per l?integrazione
Borse di studio a cinque stranieri
Consegnata l?altra sera la prima rata
Hanno voluto scommettere sul futuro: un futuro basato sull'integrazione tra i ragazzi trevigiani e i loro coetanei di altre nazionali.

Fedeli ai principi della loro associazione, i soci del Rotary club di Treviso si sono impegnati perché queste aspirazioni si traducano in realtà ed hanno deciso di istituire delle borse di studio di dieci mila euro complessivi a favore di cinque studenti delle scuole superiori della città. Due le condizioni per poter ambire alla "sovvenzione": essersi distinti nello studio ed avere origini straniere.

E a conferma del fatto che non si tratta di una semplice elargizione di beneficenza, ma di uno stimolo ad impegnarsi ancor più nell'apprendimento, i rotariani hanno scelto di dividere in due tranche il premio: un primo assegno da mille euro è stato assegnato ai vincitori martedì sera, per quanto fatto vedere nello scorso anno scolastico. Se il prossimo giugno i voti saranno altrettanto buoni, arriverà anche il resto della somma.

Fra le numerose segnalazioni inviate dalle varie scuole, un'apposita commissione, formata da Mario Di Nicolantonio, presidente del Rotary, dal socio Marco Civai, da Andrea Gaio, presidente del Rotaract (il Rotary "junior"), da don Canuto Toso e da Giuseppe Bisetto, ha estratto la cinquina di meritevoli: Sadam Ajrovski, macedone, frequenta la 2. all'Ispia Giorni; Yixin Hu, cinese, è al 2. anno del Besta; Shill Gambo, dal Ghana, fa la 3. all'Itc Riccati - Luzzati; Igor Gacic, nato in Bosnia, ha iniziato la prima all'istituto per geometri Palladio ; infine, Franka Sadrija, albanese, da 6 anni nella Marca, è iscritta alla 5. del liceo scientifico Da Vinci.

L'altra sera c'erano tutti alla cena ed alla cerimonia ufficiale di consegna all'hotel Ca' del Galletto, orgogliosi ed un po' imbarazzati, insieme ai familiari e ad alcuni loro professori. Qualcuno ha affermato di sognare l'università, qualcun altro, dimostrando idee già ben concrete, ha spiegato di voler prendere il diploma e poi trovare un posto di lavoro. Tutti, hanno promesso di voler tornare, la prossima estate, a ricevere la seconda quota di denaro.

"Questo "service" - ha sottolineato il presidente Di Nicolantonio - è un segno tangibile di apertura a quegli immigrati che svolgono un lavoro onesto nel nostro paese. La scuola è l'ambiente ideale per avviare una reale integrazione: i rapporti di amicizia tra giovani trevigiani e giovani immigrati porteranno naturalmente a realizzare una vera e propria intercultura".

Mattia Zanardo