La lista "Militiae: per una scuola
tua e non loro" pronta a presentarsi alle prossime elezioni dei rappresentanti di
istituto al Palladio cambierà nome per evitare
conflittualità. Sparirà la parola latina, con l'eco militaristica che aveva
sottolineato ulteriormente lo slogan e la presa di posizione più agguerrita degli
studenti per i disagi provocati da un gruppo di studenti immigrati (Gazzettinodi ieri). E
sarà cambiato pure il motto che dava spiegazione del perché della battaglia: intesa dai
cinque candidati della lista - afferma ora il loro rappresentante- come »volontà di
ridare agli studenti una scuola che li veda attivi e protagonisti».
«Per tua intendiamo te studente e per loro l'istituzione scolastica, la burocrazia»,
si è corretto ieri il portavoce della lista, Emanuele Savarese, dopo essere stato
convocato da preside e insegnanti. Ma quella dicitura, con un programma tutto da costruire
e con tanti puntini sulle i ancora da mettere, all'accendersi dei primi dissapori sorti
all'arrivo del gruppo di trenta studenti immigrati, ha attratto come una calamita anche la
volontà di reagire alle parolacce, alle sfide, alle pacche sul sedere alle ragazze e a
qualche minaccia che ha scaldato gli animi, tutti problemi scatenati dagli"ospiti
più difficili". «Nella nostra scuola ci sono anche ragazzi simpatizzanti di Forza
Nuova, ma non hanno nulla a che vedere con questa vicenda», ha continuato Savarese.
Ieri l'istituzione scolastica ha preso in mano la situazione, che nel calderone dove si
sono mescolati propositi iniziali, reazioni e disagi rischiava di sfuggire di mano: «I
ragazzi che abbiamo deciso di ospitare si sentono fuori casa e da parte dei nostri
studenti sono saltate fuori forme di rifiuto: è un problema che esiste ma il Palladio non è solo quello. Ora dobbiamo lavorare per
trovare insieme strategie che favoriscano l'inserimento», riconosce il vicepreside Felice
Doria.
Il portavoce della lista riferisce ancora che nessuno degli studenti del Palladio era stato informato in anticipo dell'arrivo delle
due classi di alunni ospiti che hanno finito col creare tanti problemi: «Forse prima di
fare progetti europei e scambi culturali con l'estero bisogna pensare a creare momenti di
scambio tra noi del Palladio e i nuovi arrivati dei
Ctp per non alzare muro contro muro». Magari "recuperando", oltre agli
extracomunitari turbolenti, anche quei ragazzi che hanno confessato la paura di passare in
corridoio.
Alessandra Vendrame