Giovedì, 6 Novembre 2003
IL GAZZETTINO


L'annuncio del rappresentante di "Militiae": «Siamo stati fraintesi, la nostra intenzione era sottolineare che gli studenti devono tornare protagonisti»
Palladio, cambierà nome la lista anti-immigrati
Il vicepreside: «C'è da lavorare, gli extracomunitari non si sentono a casa e sono saltate fuori forme di rifiuto»
La lista "Militiae: per una scuola tua e non loro" pronta a presentarsi alle prossime elezioni dei rappresentanti di istituto al Palladio cambierà nome per evitare conflittualità.

Sparirà la parola latina, con l'eco militaristica che aveva sottolineato ulteriormente lo slogan e la presa di posizione più agguerrita degli studenti per i disagi provocati da un gruppo di studenti immigrati (Gazzettinodi ieri). E sarà cambiato pure il motto che dava spiegazione del perché della battaglia: intesa dai cinque candidati della lista - afferma ora il loro rappresentante- come »volontà di ridare agli studenti una scuola che li veda attivi e protagonisti».

«Per tua intendiamo te studente e per loro l'istituzione scolastica, la burocrazia», si è corretto ieri il portavoce della lista, Emanuele Savarese, dopo essere stato convocato da preside e insegnanti. Ma quella dicitura, con un programma tutto da costruire e con tanti puntini sulle i ancora da mettere, all'accendersi dei primi dissapori sorti all'arrivo del gruppo di trenta studenti immigrati, ha attratto come una calamita anche la volontà di reagire alle parolacce, alle sfide, alle pacche sul sedere alle ragazze e a qualche minaccia che ha scaldato gli animi, tutti problemi scatenati dagli"ospiti più difficili". «Nella nostra scuola ci sono anche ragazzi simpatizzanti di Forza Nuova, ma non hanno nulla a che vedere con questa vicenda», ha continuato Savarese.

Ieri l'istituzione scolastica ha preso in mano la situazione, che nel calderone dove si sono mescolati propositi iniziali, reazioni e disagi rischiava di sfuggire di mano: «I ragazzi che abbiamo deciso di ospitare si sentono fuori casa e da parte dei nostri studenti sono saltate fuori forme di rifiuto: è un problema che esiste ma il Palladio non è solo quello. Ora dobbiamo lavorare per trovare insieme strategie che favoriscano l'inserimento», riconosce il vicepreside Felice Doria.

Il portavoce della lista riferisce ancora che nessuno degli studenti del Palladio era stato informato in anticipo dell'arrivo delle due classi di alunni ospiti che hanno finito col creare tanti problemi: «Forse prima di fare progetti europei e scambi culturali con l'estero bisogna pensare a creare momenti di scambio tra noi del Palladio e i nuovi arrivati dei Ctp per non alzare muro contro muro». Magari "recuperando", oltre agli extracomunitari turbolenti, anche quei ragazzi che hanno confessato la paura di passare in corridoio.

Alessandra Vendrame