IL GAZZETTINO
Martedì, 8 Aprile 2003


Studi e ricerche delle scuole in mostra fino al 16
Un laboratorio storico sugli effetti del disastro
(av) Fonti scritte e orali, documenti e testimonianze sulla guerra e sul bombardamento del 7 aprile '44 che -come in un puzzle- hanno ricomposto il quadro della società trevigiana dell'epoca coinvolgendo in un laboratorio di storia locale scuole elementari, medie e superiori insieme. Protagonisti gli alunni delle classi quinte del terzo circolo didattico, le scuole medie Coletti e Serena, la scuola media Manzoni di Lancenigo, l'Itg Palladio e l'Istituto alberghiero Alberini che hanno partecipato alla ricerca storica del "Laboratorio 7 aprile '44" un'iniziativa di preparazione al 60° anniversario del bombardamento nata dalla collaborazione tra Società iconografica trivigiana, il laboratorio di storia del terzo circolo didattico di Treviso e l'Associazione Veneta per la storia locale. La mostra dei lavori realizzati dai ragazzi su diverse tematiche è iniziata sabato e si concluderà il 16 aprile. Una ricostruzione del clima della città in guerra partendo dal conflitto vissuto in classe e in casa da chi all'epoca era bambino e rivisitata attraverso le testimonianze e i documenti raccolti dagli archivi di Stato e Comunale. E la vicenda di due edifici simbolo della trevigianità (la chiesa di Santa Margherita trasformata in edificio militare e l'Hotel Stella d'Oro) rasi al suolo. Dai registri e dai verbali è riemerso quell'anno scolastico 1944 conclusosi anticipatamente sotto le bombe,che aveva trasformato i cortili delle scuole elementari De Amicis, Gabelli e Prati (per citare solo tre edifici nell'elenco di una decina di scuole del centro adibite a rifugio) in ricoveri anticrollo dove cercava salvezza anche la popolazione, ma che potevano diventare una trappola mortale. Dai libri di lettura, dai quaderni, dai registri, sono uscite le norme di comportamento dei bambini in un'epoca di ristrettezze e restrizioni dove la regola d'oro era ubbidire e risparmiare. Non mancano i temi sulla guerra e le testimonianze scritte uscite dai diari come quella toccante di bambino che nel '44 frequentava le medie e che cessato il bombardamento scriveva: "Pareva la fine del mondo. Dove si sente il dolore passa Cristo e nella nostra città è passato Cristo portando con sé tutte le anime. Venerdì Santo, passione di Cristo e di Treviso". I rifugi del centro storico e l'alimentazione dell'epoca sono stati presi in esame basandosi su documenti della Prefettura e dell'archivio comunale, così come la vicenda degli sfollati i razionamenti, l'impennata della borsa nera dopo il bombardamento, la mancanza di carne e le mille rinunce predicate ai bambini sui libri e sui giornali.