Venerdì, 20 Agosto 2004

 
Da lunedì 30 agosto partono i primi corsi di recupero per consentire di sanare le insufficienze registrate a giugno
Un esercito di studenti in debito
Le "lezioni di rinforzo" sono gratuite e necessarie per chi vuole evitare bocciature
(A.V.) In classe, agli sgoccioli delle vacanze, per recuperare le insufficienze. Partono già dal 30 agosto i corsi di recupero organizzati dalle scuole superiori della città per permettere agli studenti di sanare le materie dove zoppicano. I primi che dovranno vedersela con le insufficienze, o con i debiti come vengono chiamate nel gergo scolastico, sono gli studenti del Duca degli Abruzzi. In 600 saranno sui banchi da lunedì 30 per frequentare due ore di "lezione di rinforzo" al giorno per una settimana. Il primo settembre toccherà a 350 studenti del Mazzotti rientrare in classe per cercare di rimediare. Al Palladio e al Giorgi si comincerà il 6 settembre. Al liceo scientifico Da Vinci il giorno 7. I corsi sono gratuiti, organizzati dai singoli istituti superiori e tenuti dagli stessi insegnanti delle scuole. Sono obbligatori nel senso che sono necessari se lo studente non vuole passare alla classe successiva con meno punti di credito, rischiando bocciature o nella migliore delle ipotesi di arrivare alla maturità con in tasca solo un terzo del punteggio. Ma al di là di questa necessità non esiste nessun obbligo di frequenza. Hanno una durata che varia da una a tre settimane in cui vengono distribuite dalle otto alle dieci ore di lezione. A fine corso gli studenti dovranno sostenere una prova per verificare se le lacune sono state colmate e il debito sanato. Per chi non ce l'ha fatta viene data la possibilità di recuperare l'insufficienza nel corso dell'anno scolastico con altri corsi di recupero un'altra prova "in extremis". Se ancora la sufficienza non viene raggiunta il punteggio di credito scende. Su quanto e come gli studenti con debito riescano a saldare con una decina di ore di ripasso permangono molti dubbi e perplessità: «Che cosa si può superare in dieci ore? - si chiede la professoressa Daniela Chinaglia del Da Vinci - non li possiamo chiamare corsi di recupero ma solo "accertamento del superamento del debito"». Per il preside del Giorgi Adriano Zonch si tratta di "un contratto formativo basato sulle buone intenzioni, senza una scadenza e che non prevede nessuna sanzione per chi non riesce a estinguere il debito". Così con una manciata di ore il rischio è di portare avanti le lacune per anni: «Non è detto che il debito venga sanato - conclude il preside Zonch - ci sono materie che hanno bisogno delle conoscenze dell'anno precedente e materie che vengono lasciate per sempre senza aver raggiunto mai la sufficienza».