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Da lunedì 30 agosto partono i primi corsi di recupero per consentire
di sanare le insufficienze registrate a giugno |
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Un esercito di studenti in debito |
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Le "lezioni di rinforzo" sono gratuite e necessarie per chi vuole
evitare bocciature |
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| (A.V.) In classe,
agli sgoccioli delle vacanze, per recuperare le insufficienze.
Partono già dal 30 agosto i corsi di recupero organizzati dalle
scuole superiori della città per permettere agli studenti di sanare
le materie dove zoppicano. I primi che dovranno vedersela con le
insufficienze, o con i debiti come vengono chiamate nel gergo
scolastico, sono gli studenti del Duca degli Abruzzi. In 600 saranno
sui banchi da lunedì 30 per frequentare due ore di "lezione di
rinforzo" al giorno per una settimana. Il primo settembre toccherà a
350 studenti del Mazzotti rientrare in classe per cercare di
rimediare. Al Palladio e al
Giorgi si comincerà il 6 settembre. Al liceo scientifico Da Vinci il
giorno 7. I corsi sono gratuiti, organizzati dai singoli istituti
superiori e tenuti dagli stessi insegnanti delle scuole. Sono
obbligatori nel senso che sono necessari se lo studente non vuole
passare alla classe successiva con meno punti di credito, rischiando
bocciature o nella migliore delle ipotesi di arrivare alla maturità
con in tasca solo un terzo del punteggio. Ma al di là di questa
necessità non esiste nessun obbligo di frequenza. Hanno una durata
che varia da una a tre settimane in cui vengono distribuite dalle
otto alle dieci ore di lezione. A fine corso gli studenti dovranno
sostenere una prova per verificare se le lacune sono state colmate e
il debito sanato. Per chi non ce l'ha fatta viene data la
possibilità di recuperare l'insufficienza nel corso dell'anno
scolastico con altri corsi di recupero un'altra prova "in extremis".
Se ancora la sufficienza non viene raggiunta il punteggio di credito
scende. Su quanto e come gli studenti con debito riescano a saldare
con una decina di ore di ripasso permangono molti dubbi e
perplessità: «Che cosa si può superare in dieci ore? - si chiede la
professoressa Daniela Chinaglia del Da Vinci - non li possiamo
chiamare corsi di recupero ma solo "accertamento del superamento del
debito"». Per il preside del Giorgi Adriano Zonch si tratta di "un
contratto formativo basato sulle buone intenzioni, senza una
scadenza e che non prevede nessuna sanzione per chi non riesce a
estinguere il debito". Così con una manciata di ore il rischio è di
portare avanti le lacune per anni: «Non è detto che il debito venga
sanato - conclude il preside Zonch - ci sono materie che hanno
bisogno delle conoscenze dell'anno precedente e materie che vengono
lasciate per sempre senza aver raggiunto mai la sufficienza». |
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