il Gazzettino
 
Venerdì, 21 Maggio 2004

 
LE SCUOLE
I presidi presentano il conto al ministero
 
I presidi delle scuole della città presenteranno il conto della bolletta della tassa rifiuti alla Direzione scolastica regionale. Chiederanno così al Ministero dell'istruzione di erogare il finanziamento per il pagamento della Tia (tassa igiene ambientale) lievitata in tutte le scuole di oltre il mille per cento rispetto agli importi degli anni precedenti. La linea comune da tenere di fronte alla bolletta decuplicata è stata decisa ieri mattina da tutti i presidi e direttori didattici delle scuole superiori, elementari e medie del comune che si sono incontrati all'istituto Besta. La decisione è stata presa di fronte alla mancanza di fondi in bilancio. Ogni capo d'istituto manderà una lettera alla Direzione generale del ministero dell'istruzione del Veneto con la richiesta di provvedere all'erogazione del finanziamento adeguato all'importo della tassa. «I dirigenti scolastici di Treviso - scrivono i presidi e direttori in un comunicato - in relazione alle difficoltà denunciate nel pagamento della Tia per mancanza di finanziamenti specifici, hanno deciso di inviare una lettera di richiesta di finanziamento a copertura di questa spesa al Direttore scolastico regionale Enzo Martinelli e di notificare copia della lettera stessa agli enti locali competenti. E si dichiarano fin da ora disponibili ad effettuare i pagamenti non appena perverranno i finanziamentii». La lettera sarà inviata dunque anche al sindaco, al presidente della provincia e al Csa (ex Provveditorato).

Per le tasche delle scuole gli importi della Tia presentati si sono rivelati "improponibili". L'importo della tassa è tre, quattro volte superiore al contributo ordinario che lo Stato dà ad ogni scuola per il funzionamento. Al liceo Canova la bolletta è ora di 12 mila euro mentre le spese di gestione per mandare avanti la scuola raggiungono solo i 16 mila euro. Ma il record dell'impennata della Tariffa di igiene ambientale spetta all'istituto Palladio che dovrà sborsare 28 mila e 800 euro. Più o meno lo stesso conto all'Itis Fermi: 28 mila euro che corrisponto all'intero ammontare del finanziamento didattico. «Non è che non intendiamo pagare. La verità - conclude il preside del "Besta" Carmelo Ruggeri - è che non possiamo semplicemente farlo. Non eravamo informati e quindi preparati al moltiplicarsi della tassa all'ennesima potenza. Se arrivano le risorse finanziarie da Roma pagheremo. In caso contrario non sappiamo dove trovare i soldi». E con garbata ironia i presidi si ritrovano ad dover ammettere: «Per pagare la Tia dovremo vendere pezzi di scuola".

Alessandra Vendrame