Cappuccino e
Gazzettino: in un momento di pausa, ogni giorno, una trevigiana o un
trevigiano commentano la città attraverso le principali notizie del loro
giornale.
Seduta ai tavolini della caffetteria La Torre c'è Maria Tripodi, 28
anni, studentessa.
"Non c'è da stupirsi se gli studenti di oggi sono sempre più
distratti e meno motivati, come ha scritto Il Gazzettino riprendendo
l'allarme degli insegnanti del Palladio
. La loro attenzione si concentra su altri interessi. Internet,
videogiochi, telefonini: sono queste le priorità dei giovani. La cultura
personale ha un peso relativo. Andare a scuola per imparare non è di
tendenza. Io stessa ho potuto notare come siano realmente cambiate le
abitudini degli studenti. Ho una sorella di 15 anni che frequenta le
superiori. E, sinceramente, mi racconta come sia noioso prendere appunti
durante le ore di lezione. Inevitabilmente anche lei si distrae e riesce
a cogliere, solo in parte, i concetti principali delle spiegazioni".
- Secondo lei gli insegnanti potrebbero fare qualcosa per aiutare gli
studenti a concentrarsi durante le lezioni?
"Sicuramente. E forse la maggior parte delle volte è proprio colpa
dei docenti se gli alunni si distraggono. Con questo non voglio puntare
il dito contro la categoria. Ma coinvolgere di più i giovani è doveroso.
Io consiglierei di aumentare la partecipazione degli studenti. Più
lavori di gruppo e meno spiegazioni complesse. Alla fine bisogna far
interessare di nuovo i ragazzi alla cultura".
- Ma quando lei frequentava le superiori riusciva ad essere sempre
attenta e partecipe alle lezioni?
"Beh, sì. Tutta la classe seguiva con interesse i vari argomenti
trattati. C'era una sana competizione che favoriva l'impegno e la
dedizione. I docenti erano bravi a stimolare noi alunni nel cercare di
migliorarci sempre. Forse è proprio questo che manca ai ragazzi di oggi.
Porsi un obiettivo e lottare per raggiungerlo non può che favorire
l'apprendimento".