Ai licei dell'istituto
Duca degli Abruzzi in alcune classi prime i professori devono ricordare
agli allievi che in classe si sta seduti per almeno cinque ore di fila.
All'istituto tecnico Palladio ,
primo a lanciare l'allarme (Gazzettino di martedì), un gruppo di docenti
ha messo in piedi un sistema di rientro pomeridiano per insegnare agli
studenti delle prime a memorizzare, esporre, sintetizzare, prendere
appunti. Una serie di "trucchi del mestiere" trasmessi dagli insegnanti
per mettere in mano agli alunni un metodo di studio. Anche all'istituto
professionale Giorgi nelle classi prime le ore pomeridiane vengono
utilizzate per insegnare un metodo di studio che gli alunni dimostrano
di non avere: "Dobbiamo far capire agli studenti che bisogna studiare",
dicono i professori.
La scuola si rimbocca così le maniche per contrastare eventuali
bocciature ma soprattutto per insegnare agli alunni a stare sui libri.
Al Duca degli Abruzzi in alcune classi prime agli insegnanti tocca
cominciare con l' insegnare che in classe si sta seduti: "Dobbiamo
lavorare per superare alcuni problemi di scolarizzazione - spiega il
professor Rocco Verna, docente di italiano - sono abituati a muoversi e
non a stare sempre seduti in classe. In alcuni casi non sono abituati a
parlare uno alla volta, ma uno sopra l'altro. E non perché sono
maleducati, ma perché nessuno ha insegnato le regole. Alcuni arrivano
dopo aver passato otto anni di scuola elementare e media senza aver
letto per intero un libro. Serve almeno un anno e mezzo di
scolarizzazione per superare queste difficoltà".
Il motivo che conduce sempre più alunni a distrarsi in classe rimane
anche per i docenti come per i pedagogisti un problema sociale: "C'è un
eccesso di formazione esterna - continua il professore del Duca - la
scuola arriva come optional dopo lo sport, la musica, e altro. Questi
studenti sono i figli di una tecnologia in continua evoluzione che
cambia in continuazione e non ha il tempo per sedimentarsi. Stanno a
smanettare tutto il giorno davanti al computer per restare aggiornati,
ma questa realtà si modifica continuamente. La scuola rimane così una
campanella in mezzo a tanti campanoni Ma è l'unico posto rimasto dove i
ragazzi vengono educati a sudare".
Di fronte agli studenti distratti la scuola corre ai ripari con
progetti di rimotivazione allo studio o semplicemente cercando nuovi
metodi di insegnamento: "Da qualsiasi parte la lezione frontale è
impensabile. Il docente deve essere un mediatore capace di recuperare
anche le conoscenze presenti nei ragazzi - puntualizza la preside del
liceo scientifico Da Vinci Giuseppina Vincitorio - con questo sistema i
tempi di attenzione degli studenti si allungano". E quanto ad
attenzione, la televisione risulta essere in questo caso una "cattiva
maestra": "Nella società dello zapping i ragazzi non sono abituati a
sequenze continue - spiega la preside - In tempi brevi passano da una
cosa all'altra. La scuola porta avanti modelli in controtendenza".Alessandra
Vendrame