Giovedì, 17 Novembre 2005
IL GAZZETTINO
 
 
Doposcuola per imparare a studiare
Gli istituti inventano nuove formule per dare un metodo ad alunni sempre più distratti
Ai licei dell'istituto Duca degli Abruzzi in alcune classi prime i professori devono ricordare agli allievi che in classe si sta seduti per almeno cinque ore di fila. All'istituto tecnico Palladio , primo a lanciare l'allarme (Gazzettino di martedì), un gruppo di docenti ha messo in piedi un sistema di rientro pomeridiano per insegnare agli studenti delle prime a memorizzare, esporre, sintetizzare, prendere appunti. Una serie di "trucchi del mestiere" trasmessi dagli insegnanti per mettere in mano agli alunni un metodo di studio. Anche all'istituto professionale Giorgi nelle classi prime le ore pomeridiane vengono utilizzate per insegnare un metodo di studio che gli alunni dimostrano di non avere: "Dobbiamo far capire agli studenti che bisogna studiare", dicono i professori.

La scuola si rimbocca così le maniche per contrastare eventuali bocciature ma soprattutto per insegnare agli alunni a stare sui libri. Al Duca degli Abruzzi in alcune classi prime agli insegnanti tocca cominciare con l' insegnare che in classe si sta seduti: "Dobbiamo lavorare per superare alcuni problemi di scolarizzazione - spiega il professor Rocco Verna, docente di italiano - sono abituati a muoversi e non a stare sempre seduti in classe. In alcuni casi non sono abituati a parlare uno alla volta, ma uno sopra l'altro. E non perché sono maleducati, ma perché nessuno ha insegnato le regole. Alcuni arrivano dopo aver passato otto anni di scuola elementare e media senza aver letto per intero un libro. Serve almeno un anno e mezzo di scolarizzazione per superare queste difficoltà".

Il motivo che conduce sempre più alunni a distrarsi in classe rimane anche per i docenti come per i pedagogisti un problema sociale: "C'è un eccesso di formazione esterna - continua il professore del Duca - la scuola arriva come optional dopo lo sport, la musica, e altro. Questi studenti sono i figli di una tecnologia in continua evoluzione che cambia in continuazione e non ha il tempo per sedimentarsi. Stanno a smanettare tutto il giorno davanti al computer per restare aggiornati, ma questa realtà si modifica continuamente. La scuola rimane così una campanella in mezzo a tanti campanoni Ma è l'unico posto rimasto dove i ragazzi vengono educati a sudare".

Di fronte agli studenti distratti la scuola corre ai ripari con progetti di rimotivazione allo studio o semplicemente cercando nuovi metodi di insegnamento: "Da qualsiasi parte la lezione frontale è impensabile. Il docente deve essere un mediatore capace di recuperare anche le conoscenze presenti nei ragazzi - puntualizza la preside del liceo scientifico Da Vinci Giuseppina Vincitorio - con questo sistema i tempi di attenzione degli studenti si allungano". E quanto ad attenzione, la televisione risulta essere in questo caso una "cattiva maestra": "Nella società dello zapping i ragazzi non sono abituati a sequenze continue - spiega la preside - In tempi brevi passano da una cosa all'altra. La scuola porta avanti modelli in controtendenza".Alessandra Vendrame