Sono 1802 i bambini
disabili nelle scuole del trevigiano, numero che corrisponde all'1,9 per
cento degli alunni delle scuole statali della provincia. Il dato è
emerso nell'aula magna dell'istituto Palladio
durante il convegno sul tema "Adhd" (disturbo da deficit attentivo con
iperattività). Un bambino Adhd è un bambino iperattivo, deconcentrato,
ingestibile ed impulsivo, spesso è evitato dai coetanei, mostra
disappunto e tristezza, apprende con difficoltà e non porta quasi mai a
termine un progetto.
L'iperattività e il deficit di attenzione spesso si combinano con
altri handicap, creando situazioni complesse. I bambini disabili sono
riconosciuti come tali da una certificazione, rilasciata da un esperto
esterno alla scuola, di solito un neuropsichiatria infantile, o uno
psicologo. A Treviso, secondo i dati proposti ieri da Sandro Silvestri,
del Csa (Centro servizi amministrativi), nella scuola dell'infanzia
l'1,4 per cento dei bambini è riconosciuto come disabile; nella
primaria, la percentuale sale al 2,2 per cento; nella scuola media, si
arriva al 2,8 per cento; alle superiori si scende allo 0,9 per cento.
Tra gli 85 bambini certificati come disabili, alla scuola
dell'infanzia, nove accusano disturbi dell'iperattività e
dell'attenzione, ciò significa che il dieci per cento circa vive una
situazione complessa, in cui l'Adhd non è il problema principale. Alle
medie la percentuale di Adhd tra i certificati di disabilità si attesta
attorno al 9 per cento, nella primaria è circa del 12 per cento.
I problemi di condotta rappresentano una delle più frequenti
patologie con cui si confronta oggi il pediatra di famiglia, essendo
questi condizionati da fattori psico-sociali ed antropologici, che
caratterizzano fortemente la condizione del bambino e della famiglia
moderna. Negli ultimi tre anni una decina di scuole dell'infanzia della
provincia, l'università di Padova e il Csa hanno partecipato ad un
progetto che ha coinvolto 432 bambini, "I risultati ottenuti - ha
spiegato Beatrice Caponi, psicologa -hanno dimostrato che un intervento
precoce può migliorare le capacità attentive e l'autocontrollo nei
bambini".
Anna Girotto