Domenica, 1 Maggio 2005
IL  GAZZETTINO
 
 
Sono 1802 i bambini disabili nelle ...
 
Sono 1802 i bambini disabili nelle scuole del trevigiano, numero che corrisponde all'1,9 per cento degli alunni delle scuole statali della provincia. Il dato è emerso nell'aula magna dell'istituto Palladio durante il convegno sul tema "Adhd" (disturbo da deficit attentivo con iperattività). Un bambino Adhd è un bambino iperattivo, deconcentrato, ingestibile ed impulsivo, spesso è evitato dai coetanei, mostra disappunto e tristezza, apprende con difficoltà e non porta quasi mai a termine un progetto.

L'iperattività e il deficit di attenzione spesso si combinano con altri handicap, creando situazioni complesse. I bambini disabili sono riconosciuti come tali da una certificazione, rilasciata da un esperto esterno alla scuola, di solito un neuropsichiatria infantile, o uno psicologo. A Treviso, secondo i dati proposti ieri da Sandro Silvestri, del Csa (Centro servizi amministrativi), nella scuola dell'infanzia l'1,4 per cento dei bambini è riconosciuto come disabile; nella primaria, la percentuale sale al 2,2 per cento; nella scuola media, si arriva al 2,8 per cento; alle superiori si scende allo 0,9 per cento.

Tra gli 85 bambini certificati come disabili, alla scuola dell'infanzia, nove accusano disturbi dell'iperattività e dell'attenzione, ciò significa che il dieci per cento circa vive una situazione complessa, in cui l'Adhd non è il problema principale. Alle medie la percentuale di Adhd tra i certificati di disabilità si attesta attorno al 9 per cento, nella primaria è circa del 12 per cento.

I problemi di condotta rappresentano una delle più frequenti patologie con cui si confronta oggi il pediatra di famiglia, essendo questi condizionati da fattori psico-sociali ed antropologici, che caratterizzano fortemente la condizione del bambino e della famiglia moderna. Negli ultimi tre anni una decina di scuole dell'infanzia della provincia, l'università di Padova e il Csa hanno partecipato ad un progetto che ha coinvolto 432 bambini, "I risultati ottenuti - ha spiegato Beatrice Caponi, psicologa -hanno dimostrato che un intervento precoce può migliorare le capacità attentive e l'autocontrollo nei bambini".

Anna Girotto