(A.V.) Il giorno della
memoria vissuto nelle scuole della Marca. Con riflessioni, letture,
rappresentazioni, dibattiti e proiezioni. Sono state più numerose quest'anno
le iniziative per non dimenticare.
LaCommissione provinciale di Storiaha sostenuto gli insegnanti che
hanno scelto di parlare ai loro alunni della Shoah. Più di 30 scuole
dalle elementari alle superiori hanno comunicato il programma per
ricordare l'immane tragedia che ha sferzato l'Europa 60 anni fa.
"Ognuna sarà idealmente uno dei tanti lumi che diranno compostamente
che non è opportuno dimenticare. Poiché la storia ha senso se si insegna
qualcosa di utile per il presente", spiega ilprofessor Antonio Fossa
della commissione provinciale di Storia.
In città il ricordo dell'olocausto ha preso espressioni diverse per
educare gli studenti a non dimenticare.
All'istituto Riccati-Luzzatti è stato srotolato un lungo drappo
bianco per tutta la lunghezza delle scale della scuola. Sopra è stata
scritta dagli studenti una lunga scia di cifre con tanti zeri, a due
colori: in rosso il numero dei deportati nei campi di concentramento, in
nero i numeri dei morti nei campi di sterminio. A mezzogiorno la scuola
per quindici minuti si è fermata in silenzio. Solo le voci narranti di
due studenti hanno letto parole scritte da Primo Levi e dal poeta Joice
Lussu con i nomi dei luoghi della Shoah e con i numeri che segnano la
tragedia dell'olocausto.
Momenti di commozione che riportano ad una riflessione sul presente:
"Noi che abbiamo deciso di ricordare, dobbiamo interrogarci sull'oggi. E
su tutte le forme di esclusione, di aggressione anche nella nostra
quotidianità", spiega laprofessoressa Raffaella Mulato del Riccati.
Alliceo scientifico Da Vinci il giorno della Memoria è stato
occasione di una riflessione su tre casi di "Genocidi, massacri e
stermini del 900". Nell'aula magna dell'istituto si è svolta una lezione
- rappresentazione per ricostruire le vicende storiche che nel secolo
scorso hanno visto il ripetersi di crimini contro l'umanità in tre
regioni del mondo: la Cambogia degli anni '70, il Ruanda del 1994, i
Balcani degli anni '90. La scelta dell'argomento fa parte di un
programma di educazione civica che va oltre il giorno della Memoria:
"Vuole riaffermare e riproporre agli studenti il primato del diritto
internazionale come risposta forte e condivisa alla ricorrente
tentazione di risolvere i conflitti etnici facendo ricorso alla cultura
del genocidio", dice la preside del liceo,la professoressa Giuseppina
Vincitorio.
Ma la giornata del ricordo è stata anche occasione per guardare alla
tragedia così come è stata vissuta a casa nostra.
All'istituto Palladio gli
studenti della scuola insieme ad alcune classi dell'istituto Mazzotti e
dellemedie Colettihanno partecipato alla conferenza sulle origini
storiche recenti e sul permanere dell'antisemitismo nel trevigiano con
ilprofessor Francesco Piazzache sull'argomento ha anche scritto un
libro. La discussione si è conclusa con la riflessione di uno studente:
"Il razzismo non è frutto di una scelta ma è adagiarsi nell'ignoranza".