Venerdì, 28 Gennaio 2005

 
Il giorno della memoria, mobilitata la Commissione provinciale di Storia
In oltre 30 scuole si è parlato della Shoah Al Riccati-Luzzatti un lungo drappo bianco
 
(A.V.) Il giorno della memoria vissuto nelle scuole della Marca. Con riflessioni, letture, rappresentazioni, dibattiti e proiezioni. Sono state più numerose quest'anno le iniziative per non dimenticare.

LaCommissione provinciale di Storiaha sostenuto gli insegnanti che hanno scelto di parlare ai loro alunni della Shoah. Più di 30 scuole dalle elementari alle superiori hanno comunicato il programma per ricordare l'immane tragedia che ha sferzato l'Europa 60 anni fa.

"Ognuna sarà idealmente uno dei tanti lumi che diranno compostamente che non è opportuno dimenticare. Poiché la storia ha senso se si insegna qualcosa di utile per il presente", spiega ilprofessor Antonio Fossa della commissione provinciale di Storia.

In città il ricordo dell'olocausto ha preso espressioni diverse per educare gli studenti a non dimenticare.

All'istituto Riccati-Luzzatti è stato srotolato un lungo drappo bianco per tutta la lunghezza delle scale della scuola. Sopra è stata scritta dagli studenti una lunga scia di cifre con tanti zeri, a due colori: in rosso il numero dei deportati nei campi di concentramento, in nero i numeri dei morti nei campi di sterminio. A mezzogiorno la scuola per quindici minuti si è fermata in silenzio. Solo le voci narranti di due studenti hanno letto parole scritte da Primo Levi e dal poeta Joice Lussu con i nomi dei luoghi della Shoah e con i numeri che segnano la tragedia dell'olocausto.

Momenti di commozione che riportano ad una riflessione sul presente: "Noi che abbiamo deciso di ricordare, dobbiamo interrogarci sull'oggi. E su tutte le forme di esclusione, di aggressione anche nella nostra quotidianità", spiega laprofessoressa Raffaella Mulato del Riccati.

Alliceo scientifico Da Vinci il giorno della Memoria è stato occasione di una riflessione su tre casi di "Genocidi, massacri e stermini del 900". Nell'aula magna dell'istituto si è svolta una lezione - rappresentazione per ricostruire le vicende storiche che nel secolo scorso hanno visto il ripetersi di crimini contro l'umanità in tre regioni del mondo: la Cambogia degli anni '70, il Ruanda del 1994, i Balcani degli anni '90. La scelta dell'argomento fa parte di un programma di educazione civica che va oltre il giorno della Memoria: "Vuole riaffermare e riproporre agli studenti il primato del diritto internazionale come risposta forte e condivisa alla ricorrente tentazione di risolvere i conflitti etnici facendo ricorso alla cultura del genocidio", dice la preside del liceo,la professoressa Giuseppina Vincitorio.

Ma la giornata del ricordo è stata anche occasione per guardare alla tragedia così come è stata vissuta a casa nostra.

All'istituto Palladio gli studenti della scuola insieme ad alcune classi dell'istituto Mazzotti e dellemedie Colettihanno partecipato alla conferenza sulle origini storiche recenti e sul permanere dell'antisemitismo nel trevigiano con ilprofessor Francesco Piazzache sull'argomento ha anche scritto un libro. La discussione si è conclusa con la riflessione di uno studente: "Il razzismo non è frutto di una scelta ma è adagiarsi nell'ignoranza".