Domenica, 5 Novembre 2006
IL GAZZETTINO

 
 
Prima la partita e poi la scuola. ...
 
Prima la partita e poi la scuola. Sono in aumento negli istituti superiori della città gli studenti che chiedono permessi per assenze o uscite anticipate per motivi sportivi. Tanto che l'Istituto tecnico per geometri Palladio è dovuto correre ai ripari domandando nientemeno che alla Benetton basket di mettere a disposizione delle giovani promesse della squadra, oltre a palloni, canestri e allenatori,un insegnante e una struttura per lo studio all'interno della cittadella dello sport in Ghirada, dove gli atleti che frequentano le scuole superiori possano studiare aiutati da un tutor.

I permessi di uscita anticipata da scuola per impegni sportivi sono più frequenti soprattutto al sabato. Le giustificazioni riguardano le richieste da parte di studenti che praticano a livello agonistico calcio, basket o pallavolo e che domandano alla scuola di poter uscire una, due ore prima della fine delle lezioni per arrivare in tempo in campo. La richiesta di permessi aumenta poi quando di mezzo ci sono le trasferte. Tra gli sport quello che sembra fare più a pugni con l'orario scolastico è il calcio. Quello che invece permette agli studenti di conciliare meglio scuola e competizioni sportive è il rugby. In ogni caso per parare il fenomeno in crescita i presidi di alcuni istituti superiori della città hanno messo in campo diverse strategie. L'Ipsia Giorgi ha adottato la "linea dura". Da quest'anno l'istituto ha deciso di non concedere più permessi per le partite e le trasferte del sabato. E per chi supera la soglia del 25 per cento di assenze, per qualsialsi motivo e in qualsiasi materia, è prevista una prova di recupero. "Abbiamo dovuto limitare i permessi per motivi sportivi - spiega il professor Ernesto Catara, collaboratore del preside - perché ormai al sabato arrivavano decine di richieste. Inoltre da quest'anno gli studenti che superano il 25 per cento di assenze devono svolgere una prova di recupero. Ci dovrebbe essere maggiore coordinamento tra il Ministero dell'Istruzione e le società sportive per gli studenti che praticano sport a livello agonistico". Anche l'Itis Fermi tira fuori il "cartellino rosso" per eliminare le assenze per motivi sportivi. "Da quest'anno non concediamo più permessi di uscita anticipata per chi frequenta attività sportive - puntualizza il professor Antonio Coviello, collaboratore del preside al Fermi - Non erano molti, ma in questo modo le auorizzazioni al sabato sono diminuite. Le concediamo solo per problemi legati ai mezzi di trasporto".

La scuola si trova così a dover giocare una partita non sempre facile da gestire, dove spesso gli studenti per correre dietro al pallone danno un calcio al libro. "I due mestieri quello di studente e quello di atleta non sempre sono compatibili - spiega il professor Gianfranco Pintacuda, vice preside del Palladio - Al sabato ci arrivano richieste di uscite anticipate per poter andare a giocare la partita di pallone. Per gli studenti sono diventate ormai un diritto. Lo sport viene prima della scuola. E le famiglie ci chiedono in questi casi di chiudere un occhio". Il preside dell'Istituto Duca degli Abruzzi Otello Cegolon chiede agli studenti-atleti una dichiarazione preventiva di assenze per attività sportive. Il Liceo scientifico Da Vinci concede invece giorni di permesso agli studenti che praticano sport a livello agonistico. Ma ricorre in questo caso ai tempi di studio "supplementari". "Agli atleti che devono stare via giornate intere noi concediamo dei giorni di assenza purché recuperino le lezioni - dice la preside del Da Vinci, Giuseppina Vincitorio - Di solito questi studenti riescono a conciliare molto bene lo studio e gli impegni sportivi anche se devono faticare di più. Scuola e sport non sono inconciliabili. É solo una questione di organizzazione e di senso di responsabilità".

Alessandra Vendrame