Prima la
partita e poi la scuola. Sono in aumento negli istituti superiori della
città gli studenti che chiedono permessi per assenze o uscite anticipate
per motivi sportivi. Tanto che l'Istituto tecnico per geometri
Palladio è dovuto correre ai ripari
domandando nientemeno che alla Benetton basket di mettere a disposizione
delle giovani promesse della squadra, oltre a palloni, canestri e
allenatori,un insegnante e una struttura per lo studio all'interno della
cittadella dello sport in Ghirada, dove gli atleti che frequentano le
scuole superiori possano studiare aiutati da un tutor.
I permessi di uscita anticipata da scuola per impegni sportivi sono
più frequenti soprattutto al sabato. Le giustificazioni riguardano le
richieste da parte di studenti che praticano a livello agonistico
calcio, basket o pallavolo e che domandano alla scuola di poter uscire
una, due ore prima della fine delle lezioni per arrivare in tempo in
campo. La richiesta di permessi aumenta poi quando di mezzo ci sono le
trasferte. Tra gli sport quello che sembra fare più a pugni con l'orario
scolastico è il calcio. Quello che invece permette agli studenti di
conciliare meglio scuola e competizioni sportive è il rugby. In ogni
caso per parare il fenomeno in crescita i presidi di alcuni istituti
superiori della città hanno messo in campo diverse strategie. L'Ipsia
Giorgi ha adottato la "linea dura". Da quest'anno l'istituto ha deciso
di non concedere più permessi per le partite e le trasferte del sabato.
E per chi supera la soglia del 25 per cento di assenze, per qualsialsi
motivo e in qualsiasi materia, è prevista una prova di recupero.
"Abbiamo dovuto limitare i permessi per motivi sportivi - spiega il
professor Ernesto Catara, collaboratore del preside - perché ormai al
sabato arrivavano decine di richieste. Inoltre da quest'anno gli
studenti che superano il 25 per cento di assenze devono svolgere una
prova di recupero. Ci dovrebbe essere maggiore coordinamento tra il
Ministero dell'Istruzione e le società sportive per gli studenti che
praticano sport a livello agonistico". Anche l'Itis Fermi tira fuori il
"cartellino rosso" per eliminare le assenze per motivi sportivi. "Da
quest'anno non concediamo più permessi di uscita anticipata per chi
frequenta attività sportive - puntualizza il professor Antonio Coviello,
collaboratore del preside al Fermi - Non erano molti, ma in questo modo
le auorizzazioni al sabato sono diminuite. Le concediamo solo per
problemi legati ai mezzi di trasporto".
La scuola si trova così a dover giocare una partita non sempre facile
da gestire, dove spesso gli studenti per correre dietro al pallone danno
un calcio al libro. "I due mestieri quello di studente e quello di
atleta non sempre sono compatibili - spiega il professor Gianfranco
Pintacuda, vice preside del Palladio
- Al sabato ci arrivano richieste di uscite anticipate per poter andare
a giocare la partita di pallone. Per gli studenti sono diventate ormai
un diritto. Lo sport viene prima della scuola. E le famiglie ci chiedono
in questi casi di chiudere un occhio". Il preside dell'Istituto Duca
degli Abruzzi Otello Cegolon chiede agli studenti-atleti una
dichiarazione preventiva di assenze per attività sportive. Il Liceo
scientifico Da Vinci concede invece giorni di permesso agli studenti che
praticano sport a livello agonistico. Ma ricorre in questo caso ai tempi
di studio "supplementari". "Agli atleti che devono stare via giornate
intere noi concediamo dei giorni di assenza purché recuperino le lezioni
- dice la preside del Da Vinci, Giuseppina Vincitorio - Di solito questi
studenti riescono a conciliare molto bene lo studio e gli impegni
sportivi anche se devono faticare di più. Scuola e sport non sono
inconciliabili. É solo una questione di organizzazione e di senso di
responsabilità".
Alessandra Vendrame