IL GAZZETTINO
 
Giovedì, 8 Giugno 2006

 
IN CONDOMINIO
Amministratori "infedeli" «Servono più controlli»
 
Un buon amministratore condominiale? Deve maneggiare con perizia norme giuridiche e fiscali, sapere tutto di sicurezza e impiantistica, destreggiandosi senza esitazione di fronte all'imprevisto, sfruttando la psicologia e addestrando le proprie capacità relazionali. Sono queste le qualità indispensabili per fare di un amministratore un buon amministratore. E a fare chiarezza sull'affidabilità di tale figura - proprio mentre la cronaca alimenta la sfiducia a suo carico - sono gli avvocati e i geometri che hanno collaborato alla realizzazione del corso per amministratore condominiale organizzato dall'Istituto Palladio , la Fondazione e il Collegio geometri di Treviso, concluso ieri pomeriggio con la consegna dei diplomi a una trentina di partecipanti.

«L'occasione fa l'uomo ladro - spiega il direttore del corso Giorgio Granello - e l'amministratore di condominio ha a che fare con molti soldi. Il problema è che oggi questa figura può essere ricoperta da chiunque, bisognerebbe invece formare professionisti da lanciare nel mercato».

L'inaffidabilità dell'amministratore, in ogni caso, non è una questione che riguarda alcune realtà territoriali specifiche. «Quello che manca è il controllo - sostiene l'avvocato Francesco Tramontini, tra i relatori del corso -. Fino a qualche tempo fa gli amministratori erano persone che avevano deciso di prendere in mano il Codice e studiare qualche legge, ora però una preparazione soltanto giuridica non è più sufficiente. Sono necessarie disciplina e previsione della professione, perché l'amministratore non sia una persona semplicemente brava ad ammaliare che poi scappa con i soldi. Per questo servirebbe un organismo che controlli e sanzioni eventuali abusi. Gli elenchi delle associazioni che abbiamo attualmente valgono zero, perché non hanno alcun potere coercitivo».

Messi da parte gli amministratori, in tema di condomini, non si può tralasciare la questione delle cassette delle poste sollevata negli ultimi giorni dai portalettere. «Il problema non va generalizzato - commenta Granello - negli edifici nuovi è bene che le cassette siano fuori e provviste di tetto, in alcuni palazzi del centro storico, tuttavia, sarebbe addirittura dannoso collocarle all'esterno».

Anna Girotto