Un buon amministratore
condominiale? Deve maneggiare con perizia norme giuridiche e fiscali,
sapere tutto di sicurezza e impiantistica, destreggiandosi senza
esitazione di fronte all'imprevisto, sfruttando la psicologia e
addestrando le proprie capacità relazionali. Sono queste le qualità
indispensabili per fare di un amministratore un buon amministratore. E a
fare chiarezza sull'affidabilità di tale figura - proprio mentre la
cronaca alimenta la sfiducia a suo carico - sono gli avvocati e i
geometri che hanno collaborato alla realizzazione del corso per
amministratore condominiale organizzato dall'Istituto
Palladio , la Fondazione e il
Collegio geometri di Treviso, concluso ieri pomeriggio con la consegna
dei diplomi a una trentina di partecipanti.
«L'occasione fa l'uomo ladro - spiega il direttore del corso Giorgio
Granello - e l'amministratore di condominio ha a che fare con molti
soldi. Il problema è che oggi questa figura può essere ricoperta da
chiunque, bisognerebbe invece formare professionisti da lanciare nel
mercato».
L'inaffidabilità dell'amministratore, in ogni caso, non è una
questione che riguarda alcune realtà territoriali specifiche. «Quello
che manca è il controllo - sostiene l'avvocato Francesco Tramontini, tra
i relatori del corso -. Fino a qualche tempo fa gli amministratori erano
persone che avevano deciso di prendere in mano il Codice e studiare
qualche legge, ora però una preparazione soltanto giuridica non è più
sufficiente. Sono necessarie disciplina e previsione della professione,
perché l'amministratore non sia una persona semplicemente brava ad
ammaliare che poi scappa con i soldi. Per questo servirebbe un organismo
che controlli e sanzioni eventuali abusi. Gli elenchi delle associazioni
che abbiamo attualmente valgono zero, perché non hanno alcun potere
coercitivo».
Messi da parte gli amministratori, in tema di condomini, non si può
tralasciare la questione delle cassette delle poste sollevata negli
ultimi giorni dai portalettere. «Il problema non va generalizzato -
commenta Granello - negli edifici nuovi è bene che le cassette siano
fuori e provviste di tetto, in alcuni palazzi del centro storico,
tuttavia, sarebbe addirittura dannoso collocarle all'esterno».
Anna Girotto