Dopo la terza media
tutti liceali, anche quando la scuola dice di no. È un boom di
iscrizioni per il prossimo anno scolastico nei licei della città,
sebbene molte scuole medie abbiano consigliato agli alunni altri
indirizzi di studio. La corsa verso il classico e lo scientifico
cominciata qualche anno fa è stata confermata quest'anno dalle domande
di iscrizione inviate in questi giorni agli istituti superiori.
Ed è il liceo scientifico la scuola più gettonata dagli studenti
trevigiani: a settembre al Da Vinci entreranno in prima 301 alunni di
cui 153 provenienti dalle scuole medie del centro città: 57 dalla
Stefanini, 66 dalla Serena e 30 dalla Coletti. Rispetto allo
scientifico, il liceo classico Canova raccoglie meno iscritti dalle
scuole medie cittadine: una novantina. Nella corsa verso il liceo tiene
il passo l'istituto Duca degli Abruzzi: le domande inviate dalle scuole
medie del Comune sono state un centinaio.
Snobbati invece quasi tutti gli istituti tecnici dove da qualche anno
le iscrizioni arrivano soprattutto dalla provincia. L'istituto per
geometri Palladio ad esempio ha
ricevuto dalle scuole medie del centro città solo una ventina di domande
d'iscrizione. Tra i professionali l'istituto alberghiero Alberini fa
gola soprattutto agli alunni stranieri, in particolare ai cinesi.
Ma al liceo, gli alunni trevigiani si iscrivono anche quando il
professori hanno orientato le famiglie verso un'altra scuola. Alla media
Stefanini, molte delle indicazioni nella scelta della scuola superiore
fornite dai professori non sono state prese in considerazione: «Succede
spesso che l'orientamento dato dai consigli di classe viene in molti
casi disatteso - spiega il preside della scuola media Stefanini Giorgio
Meo -. Non tutti gli alunni che si iscrivono al liceo sono attrezzati
per farlo. Accade così che si scelga la scuola per assecondare la scelta
del ragazzo o le aspettative dei genitori. Nel contesto socio economico
della città di Treviso la scelta delle famiglie e le loro aspirazioni
sono orientate per la maggioranza verso il liceo».
Se queste sono le premesse, cosa accade dopo il primo anno allo
scientifico o al classico? Secondo la preside del liceo scientifico Da
Vinci, Giuseppina Vincitorio, sempre più alunni rischiano di essere
bocciati a causa di una scelta non ponderata, soprattutto al biennio:
«Nonostante ci siano delle bocciature gli alunni che si sono iscritti
allo scientifico continuano a frequentare questa scuola - puntualizza la
professoressa Vincitorio -. I bocciati rimangono. In molti casi insieme
agli insegnanti avviamo un percorso di ri-orientamento e consigliamo
alle famiglie di iscrivere i figli in un'altra scuola. Ma anche quando
proponiamo di andar via la maggior parte degli studenti rimane, pur
sapendo di rischiare la bocciatura. Ai genitori diciamo che se la scelta
di rimanere è dettata dalle loro aspirazioni questo per i figli può
essere un male che rischia di creare in molti casi delusione e
sfiducia».
Il fuggi fuggi dagli istituti tecnici in città è iniziato qualche
anno fa quando la riforma Moratti, ora bloccata, aveva iniziato il
processo di trasformazione dei tecnici in licei tecnologici: «In 40 anni
non c'è stata una riforma della scuola superiore - puntualizza il
preside dell'Itis Planck, Radames Migotto -. E il 60 per cento degli
studenti che si iscrive all'Università non riesce a laurearsi».
Alessandra Vendrame