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SCUOLA Unica nota positiva: la Provincia assicura un alto livello di sicurezza degli istituti
Studenti ancora a piedi
Poche le risposte alle proteste: il provveditore striglia i presidi

Martedì 19 Ottobre 2010,
Dopo le proteste arrivano le risposte. Alcune, almeno. La manifestazione che nei giorni scorsi ha visto scendere in piazza circa 5mila studenti, infatti, non riguardava solo la riforma Gelmini. Ma anche i problemi legati al mondo della scuola trevigiana. Dai contributi che i vari istituti chiedono alle famiglie al congelamento delle gite, sino alla queastione del trasporto pubblico (non più funzionale con la reintroduzione dell'ora scolastica da 60 minuti) e alle strutture fatiscenti.
      FONDI - Il caso del liceo artistico è il più discusso. «È aumentata di 80 euro la tassa a carico delle famiglie - ha denunciato la Rete degli studenti - molti sono costretti a portarsi il materiale da casa». Un aumento effettivo, che il preside prova a ridimensionare. «Abbiamo aumentato di 60 euro, arrivando a 220, per adeguare la tariffa e avere più materiali - spiega Giorgio Russi - chi ha un reddito basso può essere rimborsato, mentre chi se lo può permettere è giusto che paghi. Senza contare che altrove si paga anche molto di più». A questo si aggiungerebbe il taglio dei fondi per i corsi di recupero del liceo Da Vinci («da 80 a 20 mila euro», per la Reds) e il blocco delle gite, partito sempre dal Da Vinci e ora esteso allo stesso artistico, al Besta, al Palladio e al Planck.
      TRASPORTI - Gli studenti continuano a rimanere a piedi. A breve presidi e provveditore torneranno a incontrarsi per definire le sforbiciate alle ore da 60 minuti, come da invito della Provincia, consentendo agli studenti di uscire prima delle 14 (con 6 ore) senza dover attendere a lungo, a zonzo, un bus che li riporti a casa. «Per risolvere la questione basta buon senso - ammonisce il provveditore Bigardi - ma mi sembra che certi dirigenti si impuntino per dimostrare che con la riforma le cose non vanno bene e così creare una reazione negativa da parte della gente».
      SICUREZZA - Per fortuna non sembra mancare. Nella Marca, assicurano in Provincia, non esistono scuole fatiscenti. A garantirlo è l'assessore alla Scuola, Carla Puppinato che fissa percentuali altissime. «Con quest'anno il 98% delle strutture è a norma - spiega - non è tutto ottimale, ma il livello è alto, tanto che per la sicurezza abbiamo sistemato pure edifici non di nostra proprietà».