Domenica, 7 Aprile 2002
IL GAZZETTINO
Il direttore regionale Enzo Martinelli auspica collaborazione tra istituti, enti locali sindacati e istituzioni
Responsabilizzare, rivedere i processi operativi, attivare e aggiornare le competenze, utilizzare al meglio le risorse finalizzandole al miglioramento continuo, avere una visione dinamica e dialettica del proprio ruolo, con mentalità e sensibilità aperte alle più ampie collaborazioni e interazioni con le realtà territoriali. Questo il significato di qualità nella scuola emerso ieri mattina dagli interventi dei relatori partecipanti ad un convegno svoltosi nella sede della Provincia dal titolo Scuola e qualità: il sistema di valutazione. Un dibattito organizzato da Provincia, Unindustria, Camera di Commercio e Itis Planck di Lancenigo, capofila del Coordinamento valutazione/autovalutazione di istituto avviato lo scorso anno scolastico e finalizzato al miglioramento della qualità del servizio scolastico attraverso l'avviamento di un sistema di qualità certificato. Molti gli esperti presenti in sala Marton, a partire da Enzo Martinelli (nella foto), direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Veneto. Accanto a lui, Ermanno Serrajotto, Assessore all'istruzione della Regione, Ubaldo Fanton, Assessore alla formazione e all'istruzione della Provincia, Radames Migotto, preside del Planck, Giovanni Cominelli, del gruppo di lavoro per il servizio nazionale di valutazione della scuola, Giovanni Mattana, presidente Aicg nazionale, Alfea Faion, ex preside dell'Itg Palladio attualmente operativa come dirigente presso la direzione regionale. Particolarmente vivace l'intervento del direttore generale Martinelli: «Soltanto da pochi anni ci si pone il problema nella qualità della scuola, visto che nel dopoguerra la cosa più importante era riuscire a portare gli alunni in un'aula. Per realizzare concretamente una scuola certificata, europea, al passo con i tempi, occorre cambiare direzione e modo di lavorare. Ogni processo di riforma genera inevitabilmente conflittualità, ma questo è il prezzo da pagare se si vogliono migliorare i servizi. Ci rimproverano per i tagli sugli organici, ma in Italia c'è un professore ogni otto studenti, un bidello ogni due classi e mezzo. Bisogna ripensare la scuola in un'ottica di qualità, non di quantità. E per fare questo è necessario creare una rete, occorre collaborazione fra istituti ed enti locali, tra sindacati e istituzioni». Treviso, con il Progetto pluriennale per la qualità nella scuola è sulla buona strada per creare la scuola del futuro. «Nella Marca ha affermato il direttore la situazione è buona, ci sono ottimi investimenti e non solo dal punto di vista dell'edilizia».Federica Baretti