Il Gazzettino
Sabato, 10 Febbraio 2001
SCUOLA Così hanno deciso all’istituto turistico Mazzotti in seguito alla mancata adesione alla settimana autogestita
Studenti "crumiri" in vacanza premio
Al liceo artistico invece tutti in classe pre recuperare le lacune evidenziate dagli scrutini del primo quadrimestre
Gli studenti si sono comportati bene, non hanno aderito all'autogestione? La preside regala una settimana di vacanza. I ragazzi si applicano poco, hanno insufficienze in pagella? La scuola sospende le lezioni per far recuperare loro il tempo perso. Queste decisioni, se vogliamo agli antipodi, sono state prese da due diverse scuole superiori di Treviso. L'istituto turistico Mazzotti ha deciso di sospendere per sei giorni l'attività didattica, permettendo così agli studenti di riprendere fiato alla conclusione del quadrimestre, prima del rush che li porterà a giugno. "Rispettando la regola secondo la quale i giorni di scuola devono essere almeno 200 - spiega la preside Luisa Tinta - ci è sembrato giusto concedere una tregua agli studenti. Se ne era già parlato nel periodo dell'autogestione e avevamo trovato un accordo: loro sono venuti a scuola regolarmente, senza aderire all'iniziativa portata avanti dagli studenti di altri istituti, e ora noi gli permettiamo di staccare la spina per qualche giorno". Nella settimana di sospensione delle lezioni verranno comunque organizzati dei corsi di approfondimento, anche in vista della maturità, ma saranno facoltativi.

Altra sospensione, ma di tutt'altro genere, quella organizzata dal liceo artistico. Anche qui le lezioni normali verranno bloccate per sei giorni, ma non per "fare festa", bensì per recuperare le lacune evidenziate durante gli scrutini. Chi invece ha un rendimento scolastico positivo andrà comunque a scuola per seguire corsi alternativi, come quelli di fotografia, architettura contemporanea, restauro. "La chiusura del quadrimestre ha evidenziato un buon numero di insufficienze - spiega il vice preside Sbarra -, la settimana di stop servirà agli studenti per applicarsi nelle materie in cui sono più scarsi. Sono obbligati a farlo. Abbiamo scelto questa strategia perché il nostro orario settimanale è molto pesante (supera le 40 ore) ed era impensabile organizzare corsi di recupero durante la normale attività didattica". Del rendimento non proprio eccelso degli studenti parla anche Franca Petrini, vicepreside dell'istituto tecnico per il commercio Besta: "La percentuale di studenti con insufficienze oscilla, a seconda delle classi, dal 10 al 50 per cento". Motivo degli insuccessi? "Gli studenti non sono abituati a studiare, manca, soprattutto nei primi anni, l'applicazione domestica". E anche in questa scuola - come al Riccati, Canova, Da Vinci e in altri istituti superiori -, sono stati organizzati corsi di recupero che però si svolgeranno senza intralciare il normale svolgimento delle lezioni.

E all'istituto per geometri Palladio , sempre per cercare di superare le lacune degli studenti, da lunedì potranno colloquiare con gli insegnanti via e-mail.

Sarah Serena