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| Martedì, 13 Novembre 2001 |
| IL GAZZETTINO |
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| SCUOLA |
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| Forte partecipazione allo
sciopero dei lavoratori della scuola indetto per l'intera giornata di ieri dalle categorie
sindacali della Cgil, Gilda, Unams, Unicobas e Cub. L'adesione è stata in provincia del
30 per cento, ma considerando esclusivamente la categoria degli insegnanti ha toccato una
percentuale pari 35 per cento. E' un risultato sicuramente positivo afferma a caldo
Ermanno Rambaldi della Cgil scuola -, perché gli insegnanti hanno capito che al di là
dei sorrisi del Ministro quello che conta è la sostanza delle cose, che è ben diversa
dalle parole. Per gli studenti trevigiani, quella di ieri è stata una mattinata di ore
buche e uscite anticipate. In alcuni istituti, come l'Itis Fermi, lo sciopero ha coinvolto
più del 50 per cento degli insegnanti. Meno partecipato il sit-in organizzato dalla Cgil
davanti al Provveditorato in concomitanza con la manifestazione romana di fronte al
Ministero. Alla base della protesta e del malcontento dei docenti, il pacchetto scuola
della Finanziaria. Se l'articolo 13 della finanziaria passa così com'è spiega
Rambaldi la scuola italiana piomberà indietro di trent'anni, con il blocco di tutti quei
progetti di sperimentazione, laboratorio ed autonomia che hanno fatto passi da gigante
negli ultimi dieci anni. Uno dei punti più dibattuti è quello
riguardante la modifica sul calcolo degli organici, che dall'anno prossimo dovrebbe
basarsi esclusivamente sul numero degli alunni e non più su quello di studenti e classi.
Se ciò accadrà prosegue Rambaldi saranno tagliati trentamila posti a livello
nazionale e quattrocento nella sola provincia di Treviso: salteranno un centinaio di
cattedre sui progetti, un altro centinaio di insegnanti impiegati nel tempo prolungato e
tra i cento e i duecento posti alle superiori. E le scuole più colpite saranno
proprie quelle più all'avanguardia, prosegue il sindacalista, come il Mazzotti, il Palladio e la scuola media di Paese che sperimenta il tempo
prolungato. |
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