Stretta di mano tra il nuovo
direttore scolastico regionale e il mondo della scuola trevigiana. Ieri Francesco De
Santis, insediatosi pochi giorni fa, ha fatto conoscenza con i presidi e i dirigenti
amministrativi dei vari istituti del territorio. E per l'occasione ha presentato il nuovo
assetto dell'istruzione pubblica, che vedrà dei profondi cambiamenti: il vecchio
provveditorato andrà definitivamente in soffitta e saranno istituiti il CSA e il
rivoluzionario CIS. "Voglio spiegarvi quello che succederà nei prossimi
mesi" ha detto alla platea riunita nell'aula magna dell'istituto Palladio . E, aiutato da una serie di "slide", ha
fatto una presentazione chiara e sintetica sui capovolgimenti che vedranno coinvolta la
scuola da qui al 31 dicembre 2001. Si, perché entro questa data il provveditorato
provinciale non avrà più senso d'esistere. I suoi uffici si chiameranno in seguito CSA,
ovvero "centro servizi amministrativi" e offriranno alle scuole esclusivamente
consulenza di tipo amministrativo (dando, per esempio, i supporti necessari nella gestione
del personale, consulenza legale e così via). Potranno addirittura essere più di uno
nella Marca.
Ma la vera scommessa si gioca tutta sul CIS - centri servizi istruzione scolastica -,
come lo stesso De Santis ammette: "Sarà in quest'ambito che capiremo se la riforma
introdotta potrà raggiungere gli obiettivi che si prefigge". Il nuovo ufficio, che
troverà collocazione probabilmente nella sede di una scuola della provincia, coinvolgerà
esclusivamente presidi ed insegnanti che s'incaricheranno (a rotazione) di promuovere ed
assistere lo sviluppo dell'autonomia delle scuole. In poche parole, la struttura offrirà
servizi di consulenza a tutti gli istituti sparsi sul territorio. "In modo che tutte
le scuole, grazie ai progetti che attueranno, si possano livellare verso l'alto"
spiega ancora il direttore.Le consulenze per realizzare le varie iniziative non saranno
fornite in modo assistenzialistico da parte del CIS, ma dovranno essere richieste dalle
varie scuole in base alle proprie esigenze: "Sarà un sistema di riferimento per
tutti coloro che operano nella pubblica istruzione". Il CIS sarà flessibile, ma
avrà obiettivi definiti, risorse limitate e, infine, un'attenta valutazione dei risultati
dall'alto. Anche in questo caso potranno essere più di uno in provincia.
CIS e CSA dipenderanno entrambi dalla direzione regionale (che si sostituirà al
ministero anche per quanto riguarda gli esborsi economici). Il nuovo ente sarà, nelle
intenzioni di De Santis, molto snello: "Non più di venti persone". E le linee
guida dei suoi interventi il direttore le presenterà ad inizio maggio in un documento
programmatico, che diventerà poi un decreto organizzativo.
Sarah Serena