Venerdì, 16 Marzo 2001
Il Gazzettino


I docenti favorevoli ai frequenti scambi culturali
«I viaggi d'istruzione? Mai stati così utili»
(Sa. Se.) Sono utili le gite scolastiche oppure rappresentano solo un impedimento al normale svolgimento dell'attività didattica? E' giusto programmare viaggi sempre più lunghi? Non sono forse un esborso troppo oneroso per le famiglie degli studenti? La professoressa Marilena Vais, figura obiettivo dell'istituto turistico Mazzotti responsabile dei viaggi d'istruzione, assolve questa pratica scolastica ormai consolidata nel tempo. Anzi la considera importante e formativa : "Gli adolescenti si confrontano con altri stili di vita, altre culture. I ragazzi oggi sono sempre più abituati ad avere tutto pronto, andare per un po' all'estero è un modo per imparare a sopravvivere, a cavarsela da soli nelle situazioni difficili". Per non parlare della funzione socializzante: "I rapporti tra i compagni di classe diventano più profondi. E poi è l'occasione per abbattere le barriere che si frappongono tra loro e i docenti che li accompagnano".In quest'istituto sono una trentina le classi che ogni anno partecipano ai viaggi d'istruzione. Non sono più di due o tre gli studenti che devono rinunciare per motivi economici e comunque in questi casi è la scuola ad intervenire pagando in parte la trasferta". Gianantonio Bianchin, genitore e presidente del consiglio d'istituto del Palladio , è anche lui favorevole alle gite scolastiche: "Sono gli studenti a stabilire meta e budget della visita, non è imposto dall'alto. Quindi sta a loro scegliere una destinazione in linea con le possibilità economiche delle famiglie".