| I docenti favorevoli
ai frequenti scambi culturali |
| «I viaggi
d'istruzione? Mai stati così utili» |
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| (Sa. Se.) Sono utili le gite scolastiche
oppure rappresentano solo un impedimento al normale svolgimento dell'attività didattica?
E' giusto programmare viaggi sempre più lunghi? Non sono forse un esborso troppo oneroso
per le famiglie degli studenti? La professoressa Marilena Vais, figura obiettivo
dell'istituto turistico Mazzotti responsabile dei viaggi d'istruzione, assolve questa
pratica scolastica ormai consolidata nel tempo. Anzi la considera importante e formativa :
"Gli adolescenti si confrontano con altri stili di vita, altre culture. I ragazzi
oggi sono sempre più abituati ad avere tutto pronto, andare per un po' all'estero è un
modo per imparare a sopravvivere, a cavarsela da soli nelle situazioni difficili".
Per non parlare della funzione socializzante: "I rapporti tra i compagni di classe
diventano più profondi. E poi è l'occasione per abbattere le barriere che si frappongono
tra loro e i docenti che li accompagnano".In quest'istituto sono una trentina le
classi che ogni anno partecipano ai viaggi d'istruzione. Non sono più di due o tre gli
studenti che devono rinunciare per motivi economici e comunque in questi casi è la scuola
ad intervenire pagando in parte la trasferta". Gianantonio Bianchin, genitore e
presidente del consiglio d'istituto del Palladio , è
anche lui favorevole alle gite scolastiche: "Sono gli studenti a stabilire meta e
budget della visita, non è imposto dall'alto. Quindi sta a loro scegliere una
destinazione in linea con le possibilità economiche delle famiglie". |
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