IL GAZZETTINO
Mercoledì, 18 Settembre 2002


Professori impegnati ad arginare il fenomeno
Telefonini in classe difficile contrastarli
Ma per chi sgarra c’è il sequestro
Treviso

La guerra all'utilizzo sregolato del telefonino tra i banchi di scuola è iniziata. Anche negli istituti superiori trevigiani, tolleranza zero nei confronti degli studenti che si scambiano messaggi e squilli di complicità durante le ore di lezione. C'è chi ha adottato la linea dura, con sequestro del cellulare e consegna direttamente al genitore, chi preferisce chiudere un occhio e si limita al rimprovero, e chi ormai non riesce più ad arginare l'infinità di parole e pensieri che viaggiano alla velocità della luce di telefono in telefono, di aula in aula, di scuola in scuola. Molti presidi, in occasione dell'apertura dell'anno scolastico, hanno ricordato ai loro studenti una circolare ministeriale che risale allo scorso anno e che vieta categoricamente l'uso dei cellulari all'interno degli edifici scolastici. "Abbiamo cercato di convincere i ragazzi - spiega Paolo Magoga dell'Ipsia Giorgi - che durante le ore di lezione non c'è alcuna necessità di utilizzare il telefonino, a meno che non si tratti di questioni familiari, ma in questo caso è la scuola stessa ad attivarsi per contattare i genitori". Insomma, di norma le variegate suonerie che animano la vita di tutti i giorni a scuola non dovrebbero trillare. Ed effettivamente i cellulari in classe non suonano, ma solo perché gli studenti abbassano fino a zero il volume della suoneria o inseriscono il vibra-call. "Quando un professore - prosegue Magoga - pizzica uno studente con il telefono acceso, prima glielo fa spegnere, poi glielo ritira e se lo studente è recidivo lo consegna in presidenza, dove il ragazzo in questione dovrà presentarsi per ritirarlo". Stessa sorte, con passaggio obbligato per gli uffici del preside, spetta agli studenti dell'Itg Palladio . "Ma in linea di massima - afferma il vicepreside Felice Doria - i ragazzi sono abbastanza disciplinati. Riuscire a dire quanto il fenomeno sia diffuso è davvero difficile, certo è che il telefonino è uno strumento talmente usato dai ragazzi che sicuramente gli studenti riescono a trovare il modo per utilizzarlo senza dare nell'occhio. Non riesco proprio ad immaginarmeli per cinque ore senza telefono". All'Itt Mazzotti i docenti hanno analizzato la questione nei primissimi giorni di scuola. "Per chi sgarra più di una volta - spiega Nicola Zanetti, collaboratore della preside - è previsto il sequestro e la riconsegna al genitore. Non è questione di essere rigidi, ma di dare delle indicazioni precise". "Gli insegnanti tengono sotto controllo la situazione - aggiunge il preside dello Scientifico Da Vinci Federico Montanari -, per fortuna non abbiamo mai dovuto sequestrare telefoni, almeno fino a questo momento".

Federica Baretti