Giovedì, 22 Marzo 2001
Il Gazzettino
I responsabili amministrativi hanno dovuto inviare le domande al Ministero espletando la pratica in un solo giorno Istituti in crisi per la lista dei prof
Presidi preoccupati per decisioni che potrebbero non tenere conto delle esigenze didattiche
(Sa.Se.) Se qualcuno giovedì scorso chiedeva di parlare con il preside o il responsabile amministrativo di una scuola di Treviso, si sentiva rispondere sempre nello stesso modo: «Impossibile. Sono impegnati: entro domani mattina devono preparare l'organico di diritto», ovvero erano occupati a stabilire numero di classi e docenti necessari per l'anno scolastico 2001/2002. Come mai tutta questa concitazione? Perché la circolare del Provveditorato in cui si chiedeva di presentare il programma era appena arrivata e lasciava pochissimo tempo per espletare tutta la procedura.Venerdì i dirigenti delle varie scuole superiori, con i dati raccolti in fretta e furia, si sono presentati al Mazzotti per incontrare i referenti del Provveditorato e qui hanno avuto la prima sorpresa: diversamente dagli altri anni, la richiesta dell'organico di diritto questa volta non deve essere consegnata agli uffici provinciali, ma inviata direttamente, utilizzando un programma intranet, al Ministero. «A quel punto abbiamo chiesto una proroga fino a fine aprile -spiega la vicepreside del Duca degli Abruzzi Paola Serra- dobbiamo fare molta attenzione per evitare qualsiasi errore. In passato consegnavamo la "brutta copia" al Provveditorato e con il personale cercavamo di correggere eventuali sbagli di valutazione. Ora siamo noi che digitiamo i dati, se trasmettiamo cifre scorrette a Roma, possiamo avere delle ripercussioni sull'attività della scuola ».

Un giorno per completare tutto l'iter è sembrato davvero poco. E poi i dirigenti scolastici temono che il centro elaborazione dati del Ministero gestisca la faccenda guardando solo i numeri, senza prendere in considerazioni le reali esigenze degli istituti: «Noi otteniamo gli insegnanti che Roma stabilisce in base alle classi previste -dice Franca Petrini, vicepreside del Besta- al Ministero non fanno una valutazione "didattica": contano solo il numero di professori necessario per coprire le ore di lezione, senza pensare che alcune attività particolari sarebbe necessario avere più docenti». E del fatto che probabilmente il tanto sospirato "organico funzionale" anche per il prossimo anno scolastico non se ne parlerà è preoccupato pure il preside del Da Vinci Federico Montanari: «Chiedevamo una gestione delle cattedre diversa, per liberare alcuni professori che svolgono importanti funzioni obiettivo dall'incarico dell'insegnamento, ma ormai anche il prossimo anno dobbiamo accantonare questa prospettiva».

Per non parlare della direttiva, che dovrebbe entrare in vigore a giorni, secondo la quale tutte le scuole sono tenute ad adeguarsi alle 32 ore settimanali di lezione. «Se la norma sarà introdotta, anche gli istituti che hanno un monte ore diverso dovrebbero adattarsi -spiega il preside del Riccati Panzarino- e a quel punto l'organico dovrebbe essere nuovamente ridisegnato».