Sabato, 26 Gennaio 2002
IL GAZZETTINO


LA GIORNATA DELLA MEMORIA
IL RICORDO DEGLI ORRORI, MA SENZA RETORICA
Si potrebbe cominciare dalla storia di Luisa Levi, 14 anni, ebrea italiana di Mantova, deportata con la sua famiglia ad Auschwitz e inghiottita per sempre dalle fosse comuni di Bergen Belsen. O da quella donna bosniaca senza nome che lo scultore Romano Abate ha immaginato e scolpito come un'agghiacciante Madonna con la testa del suo bambino decapitata dai soldati-carnefici riposta sul seno.

Sono emerse immagini e testimonianze preziose e sconvolgenti ieri mattina nell'aula magna dell'Itg Palladio . Il Giorno della Memoria, giornata istituita dalla Repubblica Italiana due anni or sono per mai dimenticare la tragedia della Shoah, nelle scuole superiori di Treviso è stato celebrato con un convegno a cui hanno partecipato almeno seicento studenti provenienti da tutti gli istituti della città. E a ognuno di loro è stato consegnato un libretto commemorativo della giornata che indaga i motivi che hanno spinto i testimoni della storia a raccontare ciò che hanno visto.

Al dibattito, organizzato dalla Provincia in collaborazione con l'Archivio di Stato e l'Istresco, hanno partecipato il Prefetto di Treviso Federico Quinto, il provveditore Roberto Spampinato, l'assessore provinciale alla cultura Marzio Favaro, il docente di storia moderna presso l'Università di Venezia Giovanni Levi, la ricercatrice Maria Bacchi e due artisti molto sensibili alle tematiche affrontate: il leader degli Estra Giulio Casale e il sopracitato scultore Romano Abate.

La manifestazione ha saputo evitare agevolmente il pericolo di cadere nella retorica più scontata. A partire dall'introduzione affidata a Giulio Estremo, che ha recitato alcuni versi del poeta Abdulah Sidran, testimone diretto degli orrori di Sarajevo, e imbracciato la chitarra acustica per intonare una delle sue emozionanti canzoni. Su un punto tutti i relatori hanno voluto concentrare maggiormente l'attenzione rivolgendosi alla giovane platea, un passaggio sintetizzato dalle parole del Prefetto: Questa giornata è stata istituita per non dimenticare mai e poi mai ciò che ha significato lo sterminio sistematico di un popolo. Tutti noi dobbiamo riflettere su ciò che è accaduto e su ciò che può accadere ancora se non ci s'impegna per tentare di comprendere le radici culturali del male. E ricordare ha aggiunto il professor Levi significa riflettere su tragedie passate che in realtà stanno continuamente rinascendo.

Federica Baretti