(A.V.) Da ottobre a dicembre
i corsi di recupero di Italiano e Matematica nelle prime classi dell'Istituto tecnico per
geometri "Palladio " sono obbligatori per
tutti. Due ore settimanali all'interno del normale orario delle lezioni per mettersi alla
pari secondo i programmi ministeriali richiesti. La matita rossa sottolinea carenze che
vanno dalla comprensione del testo di tutti i tipi: da quello sottoposto dal docente a
quello letto dai libri fino ad arrivare alla decodificazione del problema di matematica.
Lacune che non risparmiano la comunicazione orale rimasta a un livello più basso di
quella che ci si dovrebbe aspettare in una scuola superiore. Una decisione con la quale il
Collegio dei docenti del Palladio ha deciso di correre
ai ripari e parare le carenze in queste discipline emerse sulla base di una ricerca
interna, che viene fatta all'inizio di ogni anno scolastico sulle abilità degli alunni
provenienti dalla scuola media. "I corsi vengono fatti per tutti senza ghettizzare
nessuno degli alunni." Ha spiegato il professor Antonio Fossa, referente per
l'orientamento all'ingresso degli alunni nella scuola superiore. Una ricerca interna
basata su materiali forniti dal Provveditorato che mette a fuoco per gli alunni delle
prime classi dell'istituto, la stessa fotografia scattata ieri dal quotidiano "Il
Sole 24 Ore", che vede da un'indagine dell'Unicef i quindicenni italiani dietro
portoghesi e greci zoppicare in discipline come matematica, scienze e lettura. "A
dicembre verificheremo solo in parte se le difficoltà saranno state superate - continua
il professor Fossa - e inizieremo dei percorsi individuali con i ragazzi che dimostrano
ancora difficoltà offrendo aiuti pomeridiani o pensando ad ulteriori corsi di
recupero". Solo tra meno di un mese dunque il collegio docenti deciderà se le
lezioni tampone saranno sufficienti o se sarà necessario una "cura intensiva".
Dalla radiografia intanto risulta che le lacune sono quelle proprie di una scuola
diventata di massa e dello sforzo che la scuola superiore sta compiendo per portare sui
banchi delle superiori tutti i ragazzi che escono dalle medie. " Oggi ci sono ragazzi
che 20 anni fa non sarebbero mai venuti - ha commentato il professor Fossa - ma questo non
giustifica le carenze delle medie".