Martedì, 26 Novembre 2002
IL GAZZETTINO


Da ottobre a dicembre l’Istituto tecnico per geometri "Palladio" ha istituito due percorsi integrativi obbligatori
Corsi di recupero per le prime
Il Collegio dei docenti ha riscontrato lacune tipiche di una scuola diventata di massa
(A.V.) Da ottobre a dicembre i corsi di recupero di Italiano e Matematica nelle prime classi dell'Istituto tecnico per geometri "Palladio " sono obbligatori per tutti. Due ore settimanali all'interno del normale orario delle lezioni per mettersi alla pari secondo i programmi ministeriali richiesti. La matita rossa sottolinea carenze che vanno dalla comprensione del testo di tutti i tipi: da quello sottoposto dal docente a quello letto dai libri fino ad arrivare alla decodificazione del problema di matematica. Lacune che non risparmiano la comunicazione orale rimasta a un livello più basso di quella che ci si dovrebbe aspettare in una scuola superiore. Una decisione con la quale il Collegio dei docenti del Palladio ha deciso di correre ai ripari e parare le carenze in queste discipline emerse sulla base di una ricerca interna, che viene fatta all'inizio di ogni anno scolastico sulle abilità degli alunni provenienti dalla scuola media.

"I corsi vengono fatti per tutti senza ghettizzare nessuno degli alunni." Ha spiegato il professor Antonio Fossa, referente per l'orientamento all'ingresso degli alunni nella scuola superiore. Una ricerca interna basata su materiali forniti dal Provveditorato che mette a fuoco per gli alunni delle prime classi dell'istituto, la stessa fotografia scattata ieri dal quotidiano "Il Sole 24 Ore", che vede da un'indagine dell'Unicef i quindicenni italiani dietro portoghesi e greci zoppicare in discipline come matematica, scienze e lettura. "A dicembre verificheremo solo in parte se le difficoltà saranno state superate - continua il professor Fossa - e inizieremo dei percorsi individuali con i ragazzi che dimostrano ancora difficoltà offrendo aiuti pomeridiani o pensando ad ulteriori corsi di recupero". Solo tra meno di un mese dunque il collegio docenti deciderà se le lezioni tampone saranno sufficienti o se sarà necessario una "cura intensiva".

Dalla radiografia intanto risulta che le lacune sono quelle proprie di una scuola diventata di massa e dello sforzo che la scuola superiore sta compiendo per portare sui banchi delle superiori tutti i ragazzi che escono dalle medie. " Oggi ci sono ragazzi che 20 anni fa non sarebbero mai venuti - ha commentato il professor Fossa - ma questo non giustifica le carenze delle medie".