IL GAZZETTINO
Martedì, 28 Gennaio 2003
Una giornata della memoria nella ...
Una giornata della memoria nella quale gli alunni del Palladio hanno soprattutto ricordato che un campo di concentramento è esistito anche a Treviso. Ma anche una celebrazione che per uno scambio di battute avvenuto davanti a una platea di quasi 500 studenti e di autorità istituzionali e scolastiche per qualche minuto ieri mattina nell'aula magna dell'Istituto per geometri Palladio ha acceso il dibattito politico.

Dal ricordo di spettri come la deportazione e lo sterminio di un popolo, uno degli ospiti invitato alla celebrazione, Simon Levis Sullam, storico dell'istituto veneziano per la storia della Resistenza, si è trovato d'un tratto a scivolare nel presente, punzecchiando l'assessore provinciale alla cultura, Marzio Favero, tra le autorità presenti ieri: "Il razzismo non è morto e state attenti che i germi della cultura razzista potrebbero rifiorire anche nella Marca: cosa dice l'assessore leghista di Gentilini della legge Bossi-Fini?". Favero ha subito replicato: "Di fronte a un tema così grave e sacro come quello ricordato oggi, ritengo inopportuno svilire la memoria in un dibattito politico." Poi difendendo le ragioni di una legge "che vuole colpire l'illegalità" e di un partito che "difende ogni minoranza", ha ricucito lo strappo: "Il giorno della memoria è di tutti e ci insegna, qualsiasi sia il nostro colore politico, che l'unica strada da percorrere è la democrazia."

Una piccola parentesi, questo botta e risposta, che non ha distratto gli studenti delle classi quinte degli istituti Palladio e Mazzotti e delle terze della scuola media Coletti e i loro insegnanti presenti, sul lavoro di ricerca svolto da tre alunni della quinta B del Palladio , Andrea Bettiol, Giulia Da Ligna e Matteo Zandomeneghi sul campo di concentramento per slavi di Monigo dove dal luglio '42 al settembre'43 quasi 300 sloveni in prevalenza bambini sono stati internati. Il loro studio si è basato su una tesi di laurea ripresa nel libro"Monigo un campo di concentramento per slavi a Treviso", pubblicato qualche giorno fa a cura dell'Istresco, l'istituto trevigiano per la storia della Resistenza. Anche per i ragazzi la storia locale non ha potuto non far accendere una scintilla sulla politica: "Questo lavoro servirà anche per sensibilizzare forze politiche estreme a cercare un modo di esprimersi più contenuto", ha detto uno dei componenti del gruppo di ricerca. Alla presentazione dello studio è seguita la visita alla caserma Cadorin, nata dai resti di quel campo.

Alessandra Vendrame