Una giornata della memoria
nella quale gli alunni del Palladio hanno soprattutto
ricordato che un campo di concentramento è esistito anche a Treviso. Ma anche una
celebrazione che per uno scambio di battute avvenuto davanti a una platea di quasi 500
studenti e di autorità istituzionali e scolastiche per qualche minuto ieri mattina
nell'aula magna dell'Istituto per geometri Palladio ha
acceso il dibattito politico. Dal ricordo di spettri come la deportazione e lo
sterminio di un popolo, uno degli ospiti invitato alla celebrazione, Simon Levis Sullam,
storico dell'istituto veneziano per la storia della Resistenza, si è trovato d'un tratto
a scivolare nel presente, punzecchiando l'assessore provinciale alla cultura, Marzio
Favero, tra le autorità presenti ieri: "Il razzismo non è morto e state attenti che
i germi della cultura razzista potrebbero rifiorire anche nella Marca: cosa dice
l'assessore leghista di Gentilini della legge Bossi-Fini?". Favero ha subito
replicato: "Di fronte a un tema così grave e sacro come quello ricordato oggi,
ritengo inopportuno svilire la memoria in un dibattito politico." Poi difendendo le
ragioni di una legge "che vuole colpire l'illegalità" e di un partito che
"difende ogni minoranza", ha ricucito lo strappo: "Il giorno della memoria
è di tutti e ci insegna, qualsiasi sia il nostro colore politico, che l'unica strada da
percorrere è la democrazia."
Una piccola parentesi, questo botta e risposta, che non ha distratto gli studenti delle
classi quinte degli istituti Palladio e Mazzotti e
delle terze della scuola media Coletti e i loro insegnanti presenti, sul lavoro di ricerca
svolto da tre alunni della quinta B del Palladio ,
Andrea Bettiol, Giulia Da Ligna e Matteo Zandomeneghi sul campo di concentramento per
slavi di Monigo dove dal luglio '42 al settembre'43 quasi 300 sloveni in prevalenza
bambini sono stati internati. Il loro studio si è basato su una tesi di laurea ripresa
nel libro"Monigo un campo di concentramento per slavi a Treviso", pubblicato
qualche giorno fa a cura dell'Istresco, l'istituto trevigiano per la storia della
Resistenza. Anche per i ragazzi la storia locale non ha potuto non far accendere una
scintilla sulla politica: "Questo lavoro servirà anche per sensibilizzare forze
politiche estreme a cercare un modo di esprimersi più contenuto", ha detto uno dei
componenti del gruppo di ricerca. Alla presentazione dello studio è seguita la visita
alla caserma Cadorin, nata dai resti di quel campo.
Alessandra Vendrame