Treviso C'è maggiore sicurezza negli
istituti scolastici della Marca. E' terminata ieri con le esercitazioni che hanno
coinvolto sei istituti in tutta la provincia, la seconda fase del Progetto Scuola Sicura,
realizzato dalla Prefettura in collaborazione con tutti gli enti che hanno competenza in
materia di Protezione civile, il Provveditorato e l'Inail. Un progetto, destinato agli
studenti trevigiani di ogni grado affinchè mantengano un comportamento corretto di fronte
a situazioni di emergenza, in modo da consentire un razionale svolgersi dei soccorsi. Ma
soprattutto pensato per diffondere una cultura della sicurezza.
Due automezzi dei vigili del Fuoco, una pattuglia del Corpo forestale in servizio di
ordine pubblico, andirivieni di ambulanze della Croce Rossa e del Suem, un posto sanitario
mobile, una postazione della Protezione Civile del Comune. Se qualche genitore ieri non
era al corrente dell'iniziativa, passando davanti all'Istituto per Geometri Palladio poteva rischiare un malore. Poco dopo le 11,
infatti, era fissta l'ora X. Il suono della campanella ha dato l'allarme di un incendio.
Per fortuna immaginario, ma reso verosimile dai fumogeni che sprigionavano una coltre
scura dall'ultimo piano. Seguendo le indicazioni ricevute nella fase preparatoria del
progetto, in due minuti e mezzo circa 700 allievi avevano già lasciato l'edificio; dopo
tre minuti e 33 dal segnale erano tutti al sicuro nel punto di raccolta. All'appello
mancavano solo quelli che "da programma" risultavano feriti o intossicati.
L'arrivo tempestivo dei mezzi di soccorso faceva evacuare e "sottoporre a cure"
con la massima rapidità anche loro. Tranne uno: Massimo Zigante del quinto anno. Per lui
si doveva ricorrere alla scala d'acciaio e calarlo dall'ultimo piano con una imbragatura.
Fermo, immobile ha raggiunto terra, e, caricato in ambulanza, è stato portato
all'immaginario Pronto soccorso. A Massimo i professori hanno decretato due punti di
credito formativo sul campo. In rappresentanza del Prefetto ha presentato e seguito la
conclusione del progetto il vicario Vittorio Capocelli.
Fabio Bruno