Sabato, 7 Aprile 2001
Il Gazzettino
AL DUCA DEGLI ABRUZZI Prove tecniche di pericolo
Evacuazione per millecento studenti e duecento insegnanti ieri all'istituto Duca degli Abruzzi. L'uscita in fretta e furia dai locali della scuola non è stata causata da un'emergenza, ma più semplicemente dalla prova generale antincendio. Con ottimi risultati: le persone che si trovavano al primo piano hanno guadagnato l'uscita in poco più di un minuto, chi si trovava nelle aule al secondo sono riusciti a raggiungere i punti di raccolta all'esterno della scuola in due minuti e quarantanove secondi.

Ieri è stato il giorno clou di un percorso di formazione iniziato ancora in autunno. I primi ad andare a scuola di sicurezza sono stati gli insegnanti e il personale Ata (una cinquantina di persone). Sono servite sedici ore di lezione per spiegare ai docenti quali sono tutte le precauzioni da prendere in caso d'emergenza. Gli stessi professori hanno partecipato ad esercitazioni pratiche, con tanto di simulazione d'incendi e loro spegnimento.

Dopo aver agito sul versante insegnanti, bisognava "istruire" anche i ragazzi e così ieri si è passati alla loro prova. L'evacuazione è stata preceduta da un incontro con l'ingegner Nicola Benato, consulente della scuola , in aula magna: qui è stato spiegato in linea teorica cosa dovevano fare i ragazzi al momento del suono della campana che annunciava l'emergenza. Ai capiclasse sono state consegnate delle piantine sulle quali dovevano tracciare in rosso il percorso più breve per lasciare l'edificio, approfittando delle quattro scale presenti nel palazzo (gli studenti avevano anche il compito di identificare un capofila e un chiudifila per ogni aula). Quando l'allarme è scattato, tutti i ragazzi della stessa classe si sono presi per mano, sono usciti in corridoio e in fila indiana hanno raggiunto l'uscita. Senza confusione, senza intoppi. L'iniziativa del Duca degli Abruzzi è la prima di questo tipo tra le scuole del centro storico di Treviso: per tutto l'iter di formazione l'istituto ha previsto di spendere una quarantina di milioni.Sarah Serena