IL GAZZETTINO
Martedì, 8 Gennaio 2002


Esordio per la nuova moneta anche negli istituti superiori cittadini, che ieri hanno riaperto dopo le festività di Natale
Eurodeliri nei bar delle scuole
Le incaricate all’incasso "impazzite" per l’assalto degli studenti concentrato in un quarto d’ora
(fe.ba.) In questi primi giorni dell'anno si è sentito dire più di una volta che, in fatto di euro, i giovani la sanno davvero più lunga degli adulti. E di sicuro ieri mattina se ne sono accorte le addette impiegate nei bar interni delle scuole superiori trevigiane, che nei quindici minuti di ricreazione del primo giorno di lezioni dopo le vacanze natalizie sono state letteralmente sommerse da un'immensa quantità di centesimi. «E' stato davvero un macello», esclamava pochi minuti dopo l'ora X Tiziana, la barista dell'Itis Fermi. «Il problema è che gli studenti arrivano tutti insieme spiegava sconsolata e si concentrano tutti nell'arco di un quarto d'ora, ammassandosi al bancone. Dare il resto d'ora in poi richiederà più tempo, perché non ci siamo ancora abituate. Chi paga in lire lo riceve in lire, chi paga in euro riceve le nuove monetine di resto. Il fatto è che i ragazzi erano abituati con i vecchi prezzi e arrivavano quasi sempre con in mano la cifra giusta, adesso c'è più confusione, non ci danno l'importo esatto perché non l'hanno ancora memorizzato e il rallentamento è fisiologico». Insomma, gli studenti hanno ancora stampato in testa che una brioche costa mille lire e fare la trasposizione in euro non è poi così immediato. Un fatto comunque è certo: i giovani hanno nel borsellino più euro che lire. Stessa situazione d'emergenza nel bar dell'Itg Palladio , dove Marita e Laura si sono viste arrivare come ogni giorno a metà mattina settecento ragazzi affamati prontissimi a pagare la pastina e il cappuccino in euro. Le donne però si erano preparate, dividendo il bar in due sezioni distinte: da una parte la moneta unica europea, dall'altra la lira. Ma il caos c'è stato comunque. «Qualcuno ammette Marita sarà anche andato via perché si è stancato di aspettare, ma è normale in questi giorni. Con i resti si fa un po' di confusione, a volte sono proprio i ragazzi a indicarci la cifra da restituire. Ma bisogna stare attenti perché sono furbi! Comunque pagano quasi tutti in euro, anche i professori. Chi usa le lire è solo perché ha qualche avanzo nel portafoglio». E un buon metodo per smaltire le ultime lire è sicuramente quello di servirsi nei distributori automatici di caffè, bibite e merendine delle scuole. Già, perché a quanto si vede, sembra che ci si sia proprio dimenticati di aggiornarli alla nuova moneta. Il caffè rimane a cinquecento lire e la merendina a settecento. Dell'euro, neppure l'ombra.