Martedì, 8 Maggio 2001
Il Gazzettino
FORMAZIONE
In cattedra i maestri artigiani
Treviso

I maestri artigiani salgono in cattedra. Al bando la teoria, largo alla pratica. E' questo il motto che accomuna gli Istituti scolastici e i Centri di formazione professionale della provincia che hanno firmato una convenzione con la Confartigianato di Treviso e la sua società di formazione, la Ser-Tre. In base all'accordo, la Confartigianato s'impegna a collaborare con le scuole sui programmi didattici, offrendo strutture, attrezzature e personale docente. Gli istituti coinvolti nel progetto sono il Cavanis di Possagno, l'Op. Montegrappa di Fonte, l'Ipsia di Montebelluna, l'Ipsia Galilei di Castelfranco, l'Itis Max Planck di Villorba, l'Ipsia Giorgi di Treviso, i Centri di Formazione di Lancenigo, Fagarè e Vittorio Veneto, il Palladio di Treviso, il Lepido Rocco di Motta di Livenza e l'Ipsia Pittoni di Conegliano, per un totale di circa settemila studenti interessati."E' un il primo progetto di questo tipo in Italia", ha ammesso il Presidente della Confartigianato Mario Pozza, che ha sottolineato come "formazione e mercato debbano avere finalità comuni per poter convivere e crescere insieme". Una collaborazione tra scuola e mondo del lavoro che si concretizzerà con corsi, stage, tirocini e, soprattutto, con la possibilità data agli allievi di frequentare l'impresa artigiana per imparare sul campo il mestiere. In aula compariranno delle nuove figure di insegnanti, che invece del libro di storia porteranno in classe la cazzuola e il secchio da calce. "Non è possibile che un geometra - afferma la dott.ssa Faion, preside del Palladio - non sappia come si costruisce un muretto". Bruno Tolfo, presidente di Ser-Tre, afferma l'importanza di un costante monitoraggio sul territorio per individuare le figure professionali maggiormente richieste e della necessità di uno scambio d'informazioni continuo tra scuola e piccola impresa. "Mediante questa convenzione - spiega Tolfo - sarà possibile stendere dei programmi di volta in volta compatibili con le esigenze del mercato".

Aule-laboratorio, nuove materie di studio, dal settore alimentazione a quello elettronico, stage obbligatori a partire dal quarto anno di scuola. Questi i presupposti perché scuola e lavoro non siano mai più separati.

Federica Baretti