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E' guerra per i corsi del Palladio
I genitori scrivono a Roma
Si prepara il ricorso al Tar
Infuocata assemblea di protesta a scuola L'assessore Ubaldo Fanton controcorrente
«Mancava il legame con il territorio»
Michela Santi
I genitori degli studenti del tecnico per geometri Palladio non cedono e rivendicano gli
indirizzi sperimentali soppressi dal ministero. Chiedono, tramite il Provveditorato, il
rinvio di almeno un anno dell'annullamento e prospettano un consorzio tra scuole in grado
di adottare i corsi di tecnico ambiente e salute e informatico. Ieri pomeriggio si è
tenuta un'infuocata assemblea.
Sarà una guerra contro la Direzione generale regionale e contro il Miur (Ministero
dell'istruzione dell'Università e della ricerca). Solo dopo seguirà l'azione legale del
ricorso al Tar. Il comitato dei genitori ha riunito ieri nell'aula magna del Palladio più
di un centinaio di famiglie preoccupate e arrabbiate. Tutti i presenti hanno sottoscritto
una lettera, in cui fanno appello alle autorità scolastiche e alle istituzioni pur di
riavere la scuola scelta (per la quale avevano accettato di pagare una tassa di iscrizione
maggiorata di 30 euro, come contributo per i laboratori).
Ma l'unico rappresentante politico presente, l'assessore provinciale all'istruzione Ubaldo
Fanton, non ha usato mezzo termini sulla questione, accusando la scuola e chi ha avviato i
corsi, di leggerezza. «Quello che è accaduto è frutto di inesperienza nel gestire
l'autonomia - ha detto - in questo istituto non si è cercato di raccordare la scuola né
al mondo del lavoro né alle istituzioni come la Provincia. Un nuovo indirizzo per tecnico
dell'ambiente andava calato nella realtà trevigiana, martoriata dalle discariche di
rifiuti e dai problemi connessi, solo così si sarebbe ottenuto il riconoscimento dal
Ministero. Altri indirizzi dovevano essere tecnico per pagine web e restauratore. Quelli
istituiti invece non si collegano in modo immediato e necessario con le richieste del
territorio».
I genitori, probabilmente non comprendendo il senso delle parole dell'assessore o per
semplice infifferenza, non hanno cambiato idea. «Non ci interessa risalire alla
responsabilità - ha detto la vicepresidente del comitato Renata Torresini - ma garantire
la continuità del corso di studi scelto ai nostri figli. Non è chiaro come le classi
già avviate potranno andare avanti e concludere il quinquennio, senza classi le
seguono». Sono 270 in tutto i ragazzi coinvolti: 120 gli iscritti alla prima Ambiente e
Salute e alle quattro prime di Informatica e Comunicazione, 150, invece, quelli che già
frequentano una seconda e due prime di Ambiente e Salute, e quattro prime di Informatica e
Comunicazione. Tra le proposte la creazione di un consorzio tra scuole. «Ambiente e
Salute - continua Torresini - si trova solo all'Ipas (istituto per attività sociali) a
Gorizia e Badia Polesine. Qui ci sono solo scuole private. Abbiamo chiesto agli Itis
Planck (per informatica) e Fermi (per ambiente e salute) di adottare i corsi, ma è
complicato. Il Provveditore ha garantito la possibilità di procrastinare il termine del
25 giugno per provvedere all'iscrizione in un'altra scuola. Intanto è stato attivato
anche il consiglio di istituto per promuovere tutte le azioni necessarie».
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