ORGANICI
Mondo della scuola in rivolta contro i tagli
Oggi un'assemblea della Gilda all'Itis Fermi


Mondo della scuola in rivolta contro i tagli agli organici e contro i trenta punti aggiuntivi assegnati ai docenti che hanno frequentato le scuole di specializzazione di interateneo Ssis. Sul tema interviene stamattina (ore 11) all'istituto Fermi il Coordinatore Nazionale della Gilda, Alessandro Ameli.
Intanto piovono i ricorsi al Tar del Lazio da parte dei precari, contro il decreto ministeriale che conferisce 30 punti aggiuntivi ai frequentanti Ssis, le scuole regionali che permettono il conseguimento dell'abilitazione e l'inserimento nelle graduatorie permanenti. A preoccupare la Gilda è anche la difficile situazione determinata dai tagli alle cattedre attuata a livello regionale. «Nei recenti incontri - spiega Serafina Gnech coordinatrice provinciale Gilda - è risultato evidente che gli spazi di trattativa sono estremamente ridotti e che i criteri a cui il dirigente regionale Martinelli si ispira sono puramente ragionieristici. La circolare viene applicata alla lettera là dove si tratta di tagliare, ma completamente disattesa sulle modalità che i dirigenti scolastici dovrebbero seguire per pervenire alla formulazione delle proposte. Nella maggioranza delle scuole non sono stati sentiti né gli organi collegiali né le rappresentanze sindacali unitarie. In Regione non sono stati esplicitati criteri certi». Sottolinea le gravi conseguenze sulla qualità dell'insegnamento provocate dai tagli anche Elena Galimberti, responsabile per la scuola della Cisl.
«Anche se nella provincia di Treviso i tagli alle elementari sono solo di 17 posti - spiega - c'è un aumento di studenti e di richieste. Di fatto vengono sacrificati quindi 56 posti nella scuola comune (lezioni curricolari nelle elementari) e 11 posti della scuola materna, utilizzati nella elementare. Alla materna vengono così meno posti impiegati da anni su progetti specifici. Per garantire la copertura del tempo scuola, non vengono istituite nuove sezioni con il conseguente aggravarsi delle liste di attesa. Nella scuola elementare, inoltre - continua Galimberti - verranno a mancare trentasei posti di psico-pedagogisti, già richiesti. C'è il rischio reale che con l'aumento degli alunni si passi da quattro insegnanti su tre classi, a tre insegnanti su due classi, con gravi difficoltà soprattutto per i plessi più piccoli». (m.s.)