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TREVISO
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Qui sopra un momento della manifestazione di genitori e figli (Balanza)
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Manifestazione in
centro assieme ai ragazzi, ai quali il ministero ha bocciato gli indirizzi
di studio. Sono sfilati in 150 anche sotto la Provincia
Genitori
in corteo per salvare i figli
La
rivolta del Palladio: «Corsi cancellati, che futuro hanno davanti?»
Michela Santi
Alcuni genitori erano alla loro prima manifestazione, per qualcun altro -
studente negli anni della contestazione - è stato un ritorno al passato.
Per salvare gli indirizzi sperimentali dell'istituto Palladio, una volta
tanto sono state le famiglie ad incoraggiare i figli a scioperare. Così
ieri sono sfilati in corteo, insieme, studenti e genitori, preoccupati e
indignati nel vedere annullata dall'oggi al domani la scuola frequentata
già da uno o due anni. In centocinquanta hanno sfilato ieri lungo le vie
del centro nel sit-in organizzato dal comitato genitori per sensibilizzare
l'opinione pubblica sui disagi e il danno educativo provocati
dall'annullamento da parte del Ministero dei corsi di «Tecnico per
l'ambiente e la salute» e di «Esperto di tecnologia informatica». Gli
studenti erano per lo più delle due classi prime, della seconda di
Ambiente-salute e delle quattro classi prime di Informatica e
Comunicazione. E' mancata la solidarietà dell'istituto, in particolare
dell'indirizzo Edile territoriale (tradizionale per geometri): circa 250
studenti hanno preferito fare lezione, altri sono rimasti a casa. Solo i
diretti interessati sono scesi in piazza.
Aprivano il corteo gli studenti con fischietti, trombe e striscioni:
dietro, i genitori. Un po' timidi ma non meno decisi dei ragazzi. «Teniamo
duro - commentano Renata Pozzobon e Gabriella Soligo, madri di due ragazzi
- ma è difficile lottare contro la delusione e la demotivazione. E' un
anno che i ragazzi capiscono che il loro titolo scolastico non vale più.
Sono scoraggiati e confusi. Siamo stati noi ad incoraggiarli a preparare
la manifestazione con cartelli e striscioni, ieri (venerdì ndr) hanno
lavorato tutto il pomeriggio. La scuola deve garantire ciò che ha
promesso: 150 ragazzi vedono compromesso il loro futuro. Le istituzioni
non possono restare indifferenti». «La nostra scuola non si tocca», si
legge negli striscioni che aprono il corteo. Un ragazzo regge un cartello
con la domanda «Preside dove sei?» e denuncia l'assenza della dirigenza.
«La preside non c'è mai a scuola - dicono - ci sentiamo abbandonati».
Il Provveditorato ha assicurato la continuazione in sanatoria fino al
quinto anno per gli studenti degli indirizzi Ambiente e Informatica. Non
sarà così invece per l'indirizzo Salute che per ora è soppresso. «Ho
scelto il corso Salute per fare la fisioterapista - dichiara Alessandra
Manente - sono in seconda e adesso dove vado? Al Palladio non ci sarà il
triennio, ma sappiamo che, per chi ha chiesto di trasferirsi all'itis
Fermi (chimica) o al Planck (informatica) non c'è posto». Mentre i
ragazzi bloccavano il traffico davanti alla Provincia e poi in piazza
Duomo lanciando slogan capaci di coinvolgere anche i genitori più timidi,
il comitato dei genitori ha incontrato l'assessore provinciale
all'istruzione Ubaldo Fanton. Che ha fatto proprio l'appello per chiedere
alle autorità scolastiche di attivarsi per il rinvio di un anno della
decisione di interrompere i corsi sperimentali e avere così il tempo di
trovare soluzioni alternative. Ma sul piano operativo non ha impegnato
l'ente. «Queste specializzazioni sono importanti per il territorio, fanno
parte dell'innovazione - ha detto Fanton - manderò una lettera
all'ufficio scolastico regionale e al ministero perché sia rivista la
bocciatura degli indirizzi». Ma l'insegnante Felice Doria vuole di più:
«La Provincia dovrebbe assumere gli indirizzi come area formativa tecnica
propria, è l'unico modo per salvare i ragazzi». La prossima settimana i
genitori incontreranno il vice prefetto. Ieri il corteo è confluito sotto
la prefettura. Poi si è sciolto con la perplessità dei genitori che dopo
più di un mese di mobilitazione non hanno ancora risposte. «Viviamo
nell'ansia - dice una mamma - ho ricominciato il pellegrinaggio alla
ricerca di un posto in altre scuole, ma le iscrizioni sono chiuse. Anche
alle private. L'unico indirizzo simile è alle Canossiane. Per salvare il
futuro dei nostri figli quanto denaro dovremo spendere?».
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