Treviso, domenica 19 maggio 2002, S. Pietro di Morrone
LA TRIBUNA

TREVISO

 

Qui sopra un momento della manifestazione di genitori e figli (Balanza)

Manifestazione in centro assieme ai ragazzi, ai quali il ministero ha bocciato gli indirizzi di studio. Sono sfilati in 150 anche sotto la Provincia
Genitori in corteo per salvare i figli
La rivolta del Palladio: «Corsi cancellati, che futuro hanno davanti?»

Michela Santi

Alcuni genitori erano alla loro prima manifestazione, per qualcun altro - studente negli anni della contestazione - è stato un ritorno al passato. Per salvare gli indirizzi sperimentali dell'istituto Palladio, una volta tanto sono state le famiglie ad incoraggiare i figli a scioperare. Così ieri sono sfilati in corteo, insieme, studenti e genitori, preoccupati e indignati nel vedere annullata dall'oggi al domani la scuola frequentata già da uno o due anni. In centocinquanta hanno sfilato ieri lungo le vie del centro nel sit-in organizzato dal comitato genitori per sensibilizzare l'opinione pubblica sui disagi e il danno educativo provocati dall'annullamento da parte del Ministero dei corsi di «Tecnico per l'ambiente e la salute» e di «Esperto di tecnologia informatica». Gli studenti erano per lo più delle due classi prime, della seconda di Ambiente-salute e delle quattro classi prime di Informatica e Comunicazione. E' mancata la solidarietà dell'istituto, in particolare dell'indirizzo Edile territoriale (tradizionale per geometri): circa 250 studenti hanno preferito fare lezione, altri sono rimasti a casa. Solo i diretti interessati sono scesi in piazza.
Aprivano il corteo gli studenti con fischietti, trombe e striscioni: dietro, i genitori. Un po' timidi ma non meno decisi dei ragazzi. «Teniamo duro - commentano Renata Pozzobon e Gabriella Soligo, madri di due ragazzi - ma è difficile lottare contro la delusione e la demotivazione. E' un anno che i ragazzi capiscono che il loro titolo scolastico non vale più. Sono scoraggiati e confusi. Siamo stati noi ad incoraggiarli a preparare la manifestazione con cartelli e striscioni, ieri (venerdì ndr) hanno lavorato tutto il pomeriggio. La scuola deve garantire ciò che ha promesso: 150 ragazzi vedono compromesso il loro futuro. Le istituzioni non possono restare indifferenti». «La nostra scuola non si tocca», si legge negli striscioni che aprono il corteo. Un ragazzo regge un cartello con la domanda «Preside dove sei?» e denuncia l'assenza della dirigenza. «La preside non c'è mai a scuola - dicono - ci sentiamo abbandonati».
Il Provveditorato ha assicurato la continuazione in sanatoria fino al quinto anno per gli studenti degli indirizzi Ambiente e Informatica. Non sarà così invece per l'indirizzo Salute che per ora è soppresso. «Ho scelto il corso Salute per fare la fisioterapista - dichiara Alessandra Manente - sono in seconda e adesso dove vado? Al Palladio non ci sarà il triennio, ma sappiamo che, per chi ha chiesto di trasferirsi all'itis Fermi (chimica) o al Planck (informatica) non c'è posto». Mentre i ragazzi bloccavano il traffico davanti alla Provincia e poi in piazza Duomo lanciando slogan capaci di coinvolgere anche i genitori più timidi, il comitato dei genitori ha incontrato l'assessore provinciale all'istruzione Ubaldo Fanton. Che ha fatto proprio l'appello per chiedere alle autorità scolastiche di attivarsi per il rinvio di un anno della decisione di interrompere i corsi sperimentali e avere così il tempo di trovare soluzioni alternative. Ma sul piano operativo non ha impegnato l'ente. «Queste specializzazioni sono importanti per il territorio, fanno parte dell'innovazione - ha detto Fanton - manderò una lettera all'ufficio scolastico regionale e al ministero perché sia rivista la bocciatura degli indirizzi». Ma l'insegnante Felice Doria vuole di più: «La Provincia dovrebbe assumere gli indirizzi come area formativa tecnica propria, è l'unico modo per salvare i ragazzi». La prossima settimana i genitori incontreranno il vice prefetto. Ieri il corteo è confluito sotto la prefettura. Poi si è sciolto con la perplessità dei genitori che dopo più di un mese di mobilitazione non hanno ancora risposte. «Viviamo nell'ansia - dice una mamma - ho ricominciato il pellegrinaggio alla ricerca di un posto in altre scuole, ma le iscrizioni sono chiuse. Anche alle private. L'unico indirizzo simile è alle Canossiane. Per salvare il futuro dei nostri figli quanto denaro dovremo spendere?».