LA TRIBUNA  11 GENNAIO 2002

Se l'insegnante è sfiduciato
il genitore è spesso frustrato
Un'indagine dell'Isre esamina il rapporto dei docenti e delle famiglie nei confronti della scuola

n.p.

In che rapporto sono gli insegnanti con la scuola? Come percepiscono l'istituzione scolastica? E quali modelli culturali esprimono?
Uno studio pubblicato sulla rivista dell'Isre, l'Istituto superiore salesiano di ricerca educativa, cerca di fornire alcune risposte. E propone dei modelli di lettura e di approfondimento di un tema che non finirà mai di essere scandagliato a sufficienza.
Più del 23% degli insegnanti risulta sfiduciato, il 7% è bollato come cinico, oltre il 18% è idealista. Mentre il 25% identifica il proprio compito unicamente con il programma e con la capacità di confrontarsi con gli allievi.
Gira e rigira riemergono sempre gli stessi problemi. La scuola, ovvero l'officina dove si costruisce la formazione dei giovani, è un universo sempre trascurato. Sul quale tutti i politici dicono di volere investire, ma poi nessuno finisce per farlo. Un mondo troppo abbandonato e scarsamente conosciuto.
La ricerca pubblicata dall'Isre, anticipa i primi dati del progetto Fa.Ss, che sta per Fattori di Successo del Servizio scolastico, e mira a comprendere in che misura le caratteristiche di una scuola incidono sulla formazione, ma soprattutto con quale atteggiamento culturale si relazionano con la scuola i docenti e le famiglie. Oltre agli insegnanti l'indagine mette, infatti, sotto la lente d'ingrandimento il rapporto delle famiglie e perciò dei genitori con la scuola, un'altra delle colonne portanti dell'istituzione scolastica.
L'indagine cerca, quindi, di rispondere anche ad altri quesiti: i genitori come percepiscono la scuola? Quale atteggiamento culturale manifestano? Se tra i docenti ci sono gli «sfiduciati», tra i genitori ci sono i «frustrati», nella Marca raggiungono quota 36,4%, mentre i fiduciosi non arrivano al 30% (29,5%). Toccano il 45% gli «autoritari preoccupati» che comprendono coloro che sono scarsamente soddisfatti della scuola. Genitori che vedono la scuola priva di regole. Ed i motivi del cattivo funzionamentio della scuola andrebbe ricercato sull'inefficienza, l'incompetenza e l'impreparazione. Meno numerosa la categoria battezzata dei «familisti egemonici». Sono il 24,3% e rappresentano quanti vivono la scuola come «luogo di accoglienza, amore e rispetto piuttosto che come esperienza formativa».
La ricerca pubblicata è su base nazionale, ma con un approfondimento in chiave locale che consente di leggere la realtà trevigiana oltre che quella veneziana e veronese.
Come ermege chiaramente l'indagine individua una serie di profili che non sono altro che l'immagine che i genitori e i docenti possiedono della scuola e degli scopi del loro compito. In definitiva i profili consentono di mettere a fuoco alcune categorie omogenee in cui i docenti riconoscono la loro cultura professionale, mentre i genitori riflettono l'immagine che si sono costruiti della scuola oltre ad identificare una determinata mentalità culturale.
Tra gli insegnanti sono pochi quelli che nella ricerca sono stati denominati come i «competenti autoreferenziali», vale a dire quella fetta di docenti secondo cui «la scuola è efficace se in essa operano docenti che aiutano, valutano, premiano, spiegano».
Nella Marca sfiorano il 20% gli insegnanti «metodologici innovatori». Un'espressione anch'essa piuttosto criptica, ma che punta ad indicare una categoria di docenti che «considera come forti ed efficaci sia gli allievi, sia le famiglie. La forza degli utenti è il presupposto che giustifica e motiva l'impegno in progetti innovativi sul piano didattico-educativo».
Hanno, invece, perso ogni speranza i cosiddetti «cinici», il 6,5% dei docenti che «si sente circondato da uno stato di desertificazione culturale». Si sentono soprattutto orfani del controllo e del prestigio che un tempo avevamo.
In definitiva, al di là delle denominazioni scelte dagli autori dell'indagine, emerge uno spaccato molto variegato, ma con elevato grado d'insoddisfazione nei confronti della scuola. Un dato che accomuna insegnanti e genitori. In molti considerano, comunque, il servizio scolatico di buona qualità e guardano avanti con fiducia.