La tribuna di Treviso

Treviso, venerdì 22 marzo 2002, S. Caterina
TREVISO

Superiori, tagliate 63 cattedre
Anche se il numero degli studenti aumenta, la Marca si vede
ridurre gli insegnanti. Il sindacato: «Scuola sempre peggiore»

Michela Santi

Aumentano gli studenti, diminuiscono gli insegnanti. Sono 63 le cattedre tagliate nelle scuole superiori nella Marca. Il dato è stato definito ieri mattina alla direzione regionale di Venezia, distribuendo tra le sette province del Veneto i 290 tagli programmati nella secondaria di secondo grado della regione dal Ministero della pubblica istruzione. Le cattedre della scuola superiore diminuiscono da 2.956 a 2.893. «Un duro colpo che va a minare la qualità della scuola», ribattono i sindacati confederali, che per il 19 aprile hanno promosso uno sciopero regionale. Ieri è stato definito anche l'organico di base per le scuole medie: per ora risultano 250 tagli, da integrare con la prossima assegnazione di 139 posti, temporaneamente congelati dalla direzione.
La riduzione del numero degli insegnanti è accompagnata da un aumento costante degli studenti, registrato nella scuola superiore, ma anche alle elementari e alle medie. Le prime proiezioni, definite dalle pre-iscrizioni e dal calcolo ipotetico degli alunni ripetenti, indicano un aumento di circa 400 alunni. Dai 30.202 dell'anno scolastico in corso si passa a 30.646. Il rapporto alunni per classe aumenta dal 20,1 per cento attuale al 20,6 per cento.
«La provincia di Treviso- spiega il provveditore Roberto Spampinato- finora ha sempre mantenuto un numero accettabile di alunni per classe. Ora però sarà necessario trovare soluzioni. Sono state tagliate 26 classi rispetto alle richieste dei dirigenti dei singoli istituti. Va aggiunto che i presidi possono a luglio chiedere di attivare nuove classi, naturalmente comunicando dati oggettivi che le giustifichino». Resta aperta anche l'ipotesi di un possibile accorpamento delle classi con meno alunni. Dal prossimo anno il Ministero permette che vengano accorpate anche classi intermedie (tra biennio e triennio) e classi dell'ultimo anno. «Se ne va la qualità della scuola, - commenta Elena Galimberti della Cisl scuola- il Veneto è tra le regioni più penalizzate perché registra un progressivo aumento della popolazione scolastica. E' evidente che i primi a pagare saranno gli studenti e in particolare quelli svantaggiati». Le 63 cattedre in meno alle superiori, così come i 17 posti in meno alle elementari (dove gli alunni aumentano di 500 unità, passando da 35.030 a 35.513), penalizzano i progetti scolastici e l'innovazione. L'effetto negativo si attende anche alle medie, dove il numero delle cattedre da tagliare nella provincia sarà definito dopo pasqua. Lo Snals sottolinea però una contraddizione nei numeri. «Nonostante l'aumento degli alunni - sottolinea Benito San Marco- i dirigenti scolastici hanno richiesto complessivamente tre classi in meno dell'anno scorso. Il loro atteggiamento prudente si è rivelato controproducente. Molte scuole poi hanno presentato le richieste degli organici senza consultare gli organi collegiali».