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Superiori, tagliate 63 cattedre
Anche se il numero degli studenti
aumenta, la Marca si vede
ridurre gli insegnanti. Il sindacato: «Scuola sempre peggiore»
Michela Santi
Aumentano gli studenti, diminuiscono gli insegnanti. Sono 63 le cattedre tagliate nelle
scuole superiori nella Marca. Il dato è stato definito ieri mattina alla direzione
regionale di Venezia, distribuendo tra le sette province del Veneto i 290 tagli
programmati nella secondaria di secondo grado della regione dal Ministero della pubblica
istruzione. Le cattedre della scuola superiore diminuiscono da 2.956 a 2.893. «Un duro
colpo che va a minare la qualità della scuola», ribattono i sindacati confederali, che
per il 19 aprile hanno promosso uno sciopero regionale. Ieri è stato definito anche
l'organico di base per le scuole medie: per ora risultano 250 tagli, da integrare con la
prossima assegnazione di 139 posti, temporaneamente congelati dalla direzione.
La riduzione del numero degli insegnanti è accompagnata da un aumento costante degli
studenti, registrato nella scuola superiore, ma anche alle elementari e alle medie. Le
prime proiezioni, definite dalle pre-iscrizioni e dal calcolo ipotetico degli alunni
ripetenti, indicano un aumento di circa 400 alunni. Dai 30.202 dell'anno scolastico in
corso si passa a 30.646. Il rapporto alunni per classe aumenta dal 20,1 per cento attuale
al 20,6 per cento.
«La provincia di Treviso- spiega il provveditore Roberto Spampinato- finora ha sempre
mantenuto un numero accettabile di alunni per classe. Ora però sarà necessario trovare
soluzioni. Sono state tagliate 26 classi rispetto alle richieste dei dirigenti dei singoli
istituti. Va aggiunto che i presidi possono a luglio chiedere di attivare nuove classi,
naturalmente comunicando dati oggettivi che le giustifichino». Resta aperta anche
l'ipotesi di un possibile accorpamento delle classi con meno alunni. Dal prossimo anno il
Ministero permette che vengano accorpate anche classi intermedie (tra biennio e triennio)
e classi dell'ultimo anno. «Se ne va la qualità della scuola, - commenta Elena
Galimberti della Cisl scuola- il Veneto è tra le regioni più penalizzate perché
registra un progressivo aumento della popolazione scolastica. E' evidente che i primi a
pagare saranno gli studenti e in particolare quelli svantaggiati». Le 63 cattedre in meno
alle superiori, così come i 17 posti in meno alle elementari (dove gli alunni aumentano
di 500 unità, passando da 35.030 a 35.513), penalizzano i progetti scolastici e
l'innovazione. L'effetto negativo si attende anche alle medie, dove il numero delle
cattedre da tagliare nella provincia sarà definito dopo pasqua. Lo Snals sottolinea però
una contraddizione nei numeri. «Nonostante l'aumento degli alunni - sottolinea Benito San
Marco- i dirigenti scolastici hanno richiesto complessivamente tre classi in meno
dell'anno scorso. Il loro atteggiamento prudente si è rivelato controproducente. Molte
scuole poi hanno presentato le richieste degli organici senza consultare gli organi
collegiali».
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