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I risultati del test sperimentale
voluto dal ministero della Pubblica istruzione sulla preparazione degli alunni di alcune
scuole della Marca
Bravi in matematica, non in italiano
Gli studenti hanno un lessico scadente,
ma in città sono più preparati
di Michela Santi
Più bravi in matematica che in italiano. Poco dotati di capacità lessicali e meglio
disposti alla comprensione generale del testo e dei suoi collegamenti. La familiarità con
i numeri emerge di più nell'algebra piuttosto che nelle frazioni e misure. A rivelare
doti e peculiarità degli studenti della Marca sono i risultati del progetto pilota di
valutazione degli apprendimenti, realizzato per il ministero, dall'Istituto Nazionale per
il Sistema dell'Istruzione (Invalsi).
Tra le 2.636 scuole che, in tutta Italia, hanno aderito volontariamente alla fase
sperimentale, avviata l'anno scorso, per mettere a punto un sistema nazionale di
valutazione degli apprendimenti nella scuola dell'obbligo e superiore in tutta Italia (che
sarà applicato a partire dal prossimo anno scolastico), hanno partecipato nella Marca 15
scuole superiori, quattro istituti comprensivi e due circoli didattici. Le prove, uguali
in tutta Italia, sono state proposte nell'aprile scorso agli alunni delle quinte
elementari e delle terze medie, e agli studenti delle seconde superiori, con l'obiettivo
di individuare criteri efficaci per misurare ciò che sanno fare. E i risultati, che pure
i dirigenti scolastici dicono di prendere con le pinze, per il Veneto e soprattutto per la
Marca, sono incoraggianti. Riconosciuto che la palma dei migliori va alle elementari, più
avanzate, rispetto a medie e superiori, nella nuova didattica, alle superiori le
competenze linguistiche su lessico e sinonimi subiscono una drastica inflessione. Profonde
differenze separano scuole di città e scuole di periferia. Nella scuola dell'obbligo il
divario si avverte già nell'hinterland, e riguarda l'italiano più che la matematica.
Alle superiori tra le scuole professionali e i licei il punteggio scende anche di 30
punti, mettendo in rilievo un divario reale. I dirigenti scolastici accolgono i nuovi
metodi di valutazione desiderosi di mettersi al passo con l'Europa, ma si guardano bene
dall'affidare a questi numeri le qualità della scuola e dei propri insegnanti. Alfea
Faion, responsabile regionale del progetto Invalsi, già preside dell'istituto per
geometri Palladio, è ottimista. «Il successo del progetto pilota - osserva - è rivelato
dall'aumento dalle 143 scuole venete aderenti dello scorso anno scolastico alle 1.023 di
quest'anno. I test sono formulati da un'equipe di esperti, e fanno riferimento ai livelli
standard europei».
Scuole elementari. Primeggia la preparazione degli alunni del circolo didattico del centro
città, che in italiano distaccano i compagni di Vazzola di ben 13 punti. Se il punto
debole in periferia è l'italiano, in matematica si riconosce un livello soddisfacente,
superiore alla media del Nordest. Gli alunni dimostrano maggiore familiarità nel
riconoscimento dei sinonimi, comprendono abbastanza bene un testo narrativo, ma sono in
difficoltà di fronte a un testo giornalistico.
Scuole medie. Anche alle medie si avverte il divario tra città e periferia, ma le
differenze sono meno spiccate. Alle Stefanini e Martini di Treviso gli studenti dimostrano
maggiore famigliarità con un brano narrativo, in matematica invece le pecore nere sono le
misure e le frazioni. Alle medie di Valdobbiadene, diminuiscono le competenze in italiano,
ma tiene il punteggio in matematica.
Scuole superiori. Nel variegato mondo delle scuola secondaria di secondo grado primeggiano
decisamente gli studenti del liceo scientifico Da Vinci di Treviso. Svettano in
matematica, ma sono bravi anche in italiano raggiungendo lo stesso livello dei ginnasiali
del Giorgione di Castelfranco. Tra gli istituti tecnici, in italiano, primeggia il
Turistico Mazzotti di Treviso, seguito dai ragionieri e dai geometri del Sansovino di
Oderzo. In matematica sono più abili all'Itis Galilei di Conegliano e all'Itis Max Planck
di Villorba. I livelli si abbassano ai professionali, che pure si mantengono aderenti alla
media nazionale. I risultati non sono esaltanti alla scuola privata, il collegio
Immacolata di Conegliano non concede i dati, l'Astori si limita ad ammettere il livello
ristretto.
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