Treviso, domenica 24 novembre 2002, S. Flora

LA TRIBUNA
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I risultati del test sperimentale voluto dal ministero della Pubblica istruzione sulla preparazione degli alunni di alcune scuole della Marca
Bravi in matematica, non in italiano
Gli studenti hanno un lessico scadente, ma in città sono più preparati

di Michela Santi

Più bravi in matematica che in italiano. Poco dotati di capacità lessicali e meglio disposti alla comprensione generale del testo e dei suoi collegamenti. La familiarità con i numeri emerge di più nell'algebra piuttosto che nelle frazioni e misure. A rivelare doti e peculiarità degli studenti della Marca sono i risultati del progetto pilota di valutazione degli apprendimenti, realizzato per il ministero, dall'Istituto Nazionale per il Sistema dell'Istruzione (Invalsi).
Tra le 2.636 scuole che, in tutta Italia, hanno aderito volontariamente alla fase sperimentale, avviata l'anno scorso, per mettere a punto un sistema nazionale di valutazione degli apprendimenti nella scuola dell'obbligo e superiore in tutta Italia (che sarà applicato a partire dal prossimo anno scolastico), hanno partecipato nella Marca 15 scuole superiori, quattro istituti comprensivi e due circoli didattici. Le prove, uguali in tutta Italia, sono state proposte nell'aprile scorso agli alunni delle quinte elementari e delle terze medie, e agli studenti delle seconde superiori, con l'obiettivo di individuare criteri efficaci per misurare ciò che sanno fare. E i risultati, che pure i dirigenti scolastici dicono di prendere con le pinze, per il Veneto e soprattutto per la Marca, sono incoraggianti. Riconosciuto che la palma dei migliori va alle elementari, più avanzate, rispetto a medie e superiori, nella nuova didattica, alle superiori le competenze linguistiche su lessico e sinonimi subiscono una drastica inflessione. Profonde differenze separano scuole di città e scuole di periferia. Nella scuola dell'obbligo il divario si avverte già nell'hinterland, e riguarda l'italiano più che la matematica. Alle superiori tra le scuole professionali e i licei il punteggio scende anche di 30 punti, mettendo in rilievo un divario reale. I dirigenti scolastici accolgono i nuovi metodi di valutazione desiderosi di mettersi al passo con l'Europa, ma si guardano bene dall'affidare a questi numeri le qualità della scuola e dei propri insegnanti. Alfea Faion, responsabile regionale del progetto Invalsi, già preside dell'istituto per geometri Palladio, è ottimista. «Il successo del progetto pilota - osserva - è rivelato dall'aumento dalle 143 scuole venete aderenti dello scorso anno scolastico alle 1.023 di quest'anno. I test sono formulati da un'equipe di esperti, e fanno riferimento ai livelli standard europei».
Scuole elementari. Primeggia la preparazione degli alunni del circolo didattico del centro città, che in italiano distaccano i compagni di Vazzola di ben 13 punti. Se il punto debole in periferia è l'italiano, in matematica si riconosce un livello soddisfacente, superiore alla media del Nordest. Gli alunni dimostrano maggiore familiarità nel riconoscimento dei sinonimi, comprendono abbastanza bene un testo narrativo, ma sono in difficoltà di fronte a un testo giornalistico.
Scuole medie. Anche alle medie si avverte il divario tra città e periferia, ma le differenze sono meno spiccate. Alle Stefanini e Martini di Treviso gli studenti dimostrano maggiore famigliarità con un brano narrativo, in matematica invece le pecore nere sono le misure e le frazioni. Alle medie di Valdobbiadene, diminuiscono le competenze in italiano, ma tiene il punteggio in matematica.
Scuole superiori. Nel variegato mondo delle scuola secondaria di secondo grado primeggiano decisamente gli studenti del liceo scientifico Da Vinci di Treviso. Svettano in matematica, ma sono bravi anche in italiano raggiungendo lo stesso livello dei ginnasiali del Giorgione di Castelfranco. Tra gli istituti tecnici, in italiano, primeggia il Turistico Mazzotti di Treviso, seguito dai ragionieri e dai geometri del Sansovino di Oderzo. In matematica sono più abili all'Itis Galilei di Conegliano e all'Itis Max Planck di Villorba. I livelli si abbassano ai professionali, che pure si mantengono aderenti alla media nazionale. I risultati non sono esaltanti alla scuola privata, il collegio Immacolata di Conegliano non concede i dati, l'Astori si limita ad ammettere il livello ristretto.