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LA PROTESTA
I prof occupano le scuole
Sit in contro la riforma in cinque
istituti trevigiani
m.s.
Gli insegnanti trevigiani occupano le scuole contro la legge finanziaria e la riforma dei
cicli Moratti-Bertagna. La protesta, senz'altro originale per la classe docente, prende a
prestito un metodo finora utilizzato dagli studenti. Protagonisti: insegnanti di materne,
elementari, medie e superiori della provincia, iscritti a Cgil, Cisl e Uil scuola. La
mobilitazione inizierà giovedì con l'occupazione per un intero pomeriggio (dalle 15 alle
18) dell'istituto per geometri Palladio. Proseguirà fino al 6 dicembre: gli insegnanti
occuperanno venerdì l'itis di Conegliano, lunedì 2 dicembre saranno al Tecnico per
l'agricoltura Cerletti di Conegliano, giovedì 5 all'istituto Magistrale Veronese di
Montebelluna e infine venerdì all'Alberghiero Maffioli di Castelfranco. La protesta sarà
sostenuta con sit-in, assemblee autoconvocate e distribuzione di materiale informativo.
L'azione conferma la preoccupazione, presente anche nella Marca, nei confronti dei
cambiamenti previsti dalla nuova riforma. «L'iniziativa ha l'obiettivo di dare la parola
alle scuole - spiega Ermanno Rambaldi della Cgil - per discutere su temi caldi quali la
contestata controriforma Moratti-Bertagna e la legge finanziaria, ma anche per porre al
centro dell'attenzione generale il rinnovo contrattuale che, nell'ipotesi del governo, non
garantisce nemmeno il recupero dell'inflazione, il decreto legge sulla "cassa
integrazione docenti", il drastico taglio del personale docente e Ata, le difficoltà
sempre maggiori per l'inserimento degli alunni con handicap, l'organizzazione dei servizi
generali ed amministrativi, a saturazione delle cattedre nella scuola secondaria».
«Senza dimenticare - ha aggiunto Maurizio Lucillo della Cisl - il blocco delle assuzioni
e la precarizzazione del rapporto di lavoro». Due i punti sui quali insistono soprattutto
i responsabili del settore scuola delle tre confederazioni sindacali: l'iscrizione
anticipata di bambini che, secondo gli insegnanti, potrebbe avere riflessi negativi sul
loro sviluppo psicologico e dell'apprendimento e il cosiddetto "canale duale"
che prevede la suddivisione degli istituti superiori in licei e scuole di istruzione e
formazione professionale. «Lo riteniamo un fatto grave - hanno puntualizzato all'unisono
i rappresentati di Cgil, Cisl e Uil - anche da un punto di vista sociale; la scuola
pubblica rinuncia così a un compito: rimuovere gli ostacoli ad una cittadinanza
consapevole».
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