18-10-05, pag. 15, Cronaca
 
Ieri gli studenti sono rimasti fuori. L’Uds: «Nessuna manifestazione»
I presidi: «Stop agli scioperi fantasma»


 
 Basta con le manifestazioni improvvisate. Dopo lo «sciopero» che ieri mattina ha coinvolto una minoranza di studenti degli istituti cittadini, i presidi hanno deciso di richiamarli all’ordine. «Nessuna volontà repressiva - dice il preside dell’istituto tecnico per il Turismo Mazzotti - al contrario per quel che mi riguarda voglio solo cercare di capire quali sono le modalità di adesione e quali le motivazioni. I docenti sono tenuti a comunicare i loro scioperi una settmana prima: non si capisce perché ci sono studenti che credono di poter improvvisare la mattina stessa. Credo ne vada della stessa valenza educativa di certe manifestazioni dei ragazzi».  Il tam-tam della manifestazione di protesta «contro il ministro Moratti», sarebbe partito dal liceo classico Canova. «I ragazzi mi hanno detto che era stata indetta una manifestazione dall’Uds» spiega la preside Alfea Faion. Ma l’Uds non conferma. Nessuna manifestazione anti-Moratti sarebbe stata indetta per ieri mattina. Un’assemblea di carattere nazionale si terrà invece il 26 al Mazzotti, per uno statuto sul diritto degli studenti in stage.  Comunque ieri sono uscite da scuola quattro classi al Canova, una al Da Vinci, il 30% dei ragazzi al Mazzotti (dove però è passato il messaggio della protesta sul tema trasporti che sarà invece oggetto di un’iniziativa in città sabato). Al Palladio sono rimasti fuori 50 ragazzi ogni cento, al Duca degli Abruzzi il 15%. «Dobbiamo fare qualcosa contro questo qualunquismo - commmenta il professor Pintacuda del Palladio - non si tratta di voler contrastare l’iniziativa dei ragazzi. Però gli studenti devono rendersi conto che in questo modo rendono inefficaci le loro battaglie».  Anche al liceo scientifico Da Vinci, dove solo una classe ha aderito alla manifestazione fantasma, la dirigenza scolastica ha intenzione di richiamare i ragazzi. «Sospensioni? Assolutamente no, figurarsi - commenta la professoressa Chinaglia - si tratta solo di cercare di comprendere insieme ai ragazzi quale è il metodo che va seguito. Già la settimana scorsa c’era stata una manifestazione del genere. Non si può fare così». (m.b.)