Basta con le manifestazioni improvvisate. Dopo lo «sciopero» che ieri
mattina ha coinvolto una minoranza di studenti degli istituti cittadini,
i presidi hanno deciso di richiamarli all’ordine. «Nessuna volontà
repressiva - dice il preside dell’istituto tecnico per il Turismo
Mazzotti - al contrario per quel che mi riguarda voglio solo cercare di
capire quali sono le modalità di adesione e quali le motivazioni. I
docenti sono tenuti a comunicare i loro scioperi una settmana prima: non
si capisce perché ci sono studenti che credono di poter improvvisare la
mattina stessa. Credo ne vada della stessa valenza educativa di certe
manifestazioni dei ragazzi». Il tam-tam della manifestazione di
protesta «contro il ministro Moratti», sarebbe partito dal liceo
classico Canova. «I ragazzi mi hanno detto che era stata indetta una
manifestazione dall’Uds» spiega la preside Alfea Faion. Ma l’Uds non
conferma. Nessuna manifestazione anti-Moratti sarebbe stata indetta per
ieri mattina. Un’assemblea di carattere nazionale si terrà invece il 26
al Mazzotti, per uno statuto sul diritto degli studenti in stage.
Comunque ieri sono uscite da scuola quattro classi al Canova, una al Da
Vinci, il 30% dei ragazzi al Mazzotti (dove però è passato il messaggio
della protesta sul tema trasporti che sarà invece oggetto di
un’iniziativa in città sabato). Al Palladio
sono rimasti fuori 50 ragazzi ogni cento, al Duca degli Abruzzi il 15%.
«Dobbiamo fare qualcosa contro questo qualunquismo - commmenta il
professor Pintacuda del Palladio - non
si tratta di voler contrastare l’iniziativa dei ragazzi. Però gli
studenti devono rendersi conto che in questo modo rendono inefficaci le
loro battaglie». Anche al liceo scientifico Da Vinci, dove solo una
classe ha aderito alla manifestazione fantasma, la dirigenza scolastica
ha intenzione di richiamare i ragazzi. «Sospensioni? Assolutamente no,
figurarsi - commenta la professoressa Chinaglia - si tratta solo di
cercare di comprendere insieme ai ragazzi quale è il metodo che va
seguito. Già la settimana scorsa c’era stata una manifestazione del
genere. Non si può fare così». (m.b.)
