30-04-05, pag. 16, Cronaca

Psicofarmaci per combattere l’iperattività Duro confronto fra i genitori e psichiatri

 
 Il tema del disagio e della mancata integrazione a scuola torna a farsi sentire, dopo gli eventi che hanno portato la Procura ad aprire un’indagine sui maltrattamenti subiti da alcuni bambini autistici nella scuola di Ospedaletto di Istrana. Ieri, il disagio giovanile si è imposto all’attenzione grazie a un convegno all’Istituto «Palladio» e dedicato all’Adhd, il «disturbo da deficit attentivo con iperattività». La sindrome, legata all’impossibilità di alcuni ragazzi di mantenere l’attenzione anche per un breve tempo e a forti segnali di irrequietezza e iperattività, è stata presentata da psicologi, medici e insegnanti, italiani ed europei. L’incontro è stato organizzato nell’ambito di un più ampio progetto, che vede l’istituto trevigiano collaborare con il piano Socrates/Grundtvig dell’Ue. Ad aprire il convegno, l’intervento di Giuliano De Menech, preside dell’istituto, dell’assessore provinciale Ubaldo Fanton e della dirigente del Csa, Loredana Lorenzato. Stando ai dati del Responsabile dell’Ufficio Interventi Educativi del Csa di Treviso, Sandro Silvestri, l’Adhd coinvolgerebbe circa il 10% dei 1.802 ragazzi disabili della Provincia. Questi ragazzi possono adire ad ulteriori risorse scolastiche, come l’insegnante di sostegno, ma non sono qualificati come portatori di handicap. Da qui lo scontro, evidenziato da Felice Doria, referente del progetto Grundtvig al Palladio, tra due posizioni contrapposte: da un lato, le famiglie dei bambini disturbati, riunite nell’Associazione Aifa, che sostiene la necessità di considerare l’Adhd come una malattia vera e propria e di intervenire anche con l’utilizzo di farmaci per arginarne i sintomi; dall’altra, una vasta area formata da psicologi e psichiatri, rappresentata al convegno da Roberto Cestari, medico e presidente di un’associazione contro gli abusi della psichiatria, sostiene di non poter parlare di patologia vera e propria e di non dover agire con psicofarmaci inutili e dannosi su situazioni incerte. La verità è che, nonostante le molte ipotesi sull’origine del disturbo, nessuno sa esattamente in cosa consista esattamente l’Adhd. Il problema si fa più aspro considerando che il farmaco attualmente utilizzato è il Ritalin, un potente psicofarmaco simile alla cocaina, contestato da molti per i suoi effetti collaterali, tra cui la tendenza all’autolesionismo, alla criminalità e all’abuso di stupefacenti. Il discorso ha coinvolto anche l’ambiente del carcere, rappresentato dal vicedirettore della Casa Circondariale di Treviso e da Ornella Favero, direttrice di un mensile del penitenziario di Padova, che ha riportato la necessità di capire più a fondo i disturbi del comportamento e i disagi giovanili, senza trascurarne i rischi e la diffusione in crescita. (Chiara Ferretto)