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Psicofarmaci per combattere l’iperattività Duro confronto fra i genitori e psichiatri
Il tema del disagio e della mancata integrazione a scuola torna a farsi
sentire, dopo gli eventi che hanno portato la Procura ad aprire
un’indagine sui maltrattamenti subiti da alcuni bambini autistici nella
scuola di Ospedaletto di Istrana. Ieri, il disagio giovanile si è
imposto all’attenzione grazie a un convegno all’Istituto «Palladio» e
dedicato all’Adhd, il «disturbo da deficit attentivo con iperattività».
La sindrome, legata all’impossibilità di alcuni ragazzi di mantenere
l’attenzione anche per un breve tempo e a forti segnali di irrequietezza
e iperattività, è stata presentata da psicologi, medici e insegnanti,
italiani ed europei. L’incontro è stato organizzato nell’ambito di un
più ampio progetto, che vede l’istituto trevigiano collaborare con il
piano Socrates/Grundtvig dell’Ue. Ad aprire il convegno, l’intervento di
Giuliano De Menech, preside dell’istituto, dell’assessore provinciale
Ubaldo Fanton e della dirigente del Csa, Loredana Lorenzato. Stando ai
dati del Responsabile dell’Ufficio Interventi Educativi del Csa di
Treviso, Sandro Silvestri, l’Adhd coinvolgerebbe circa il 10% dei 1.802
ragazzi disabili della Provincia. Questi ragazzi possono adire ad
ulteriori risorse scolastiche, come l’insegnante di sostegno, ma non
sono qualificati come portatori di handicap. Da qui lo scontro,
evidenziato da Felice Doria, referente del progetto Grundtvig al
Palladio, tra due posizioni
contrapposte: da un lato, le famiglie dei bambini disturbati, riunite
nell’Associazione Aifa, che sostiene la necessità di considerare l’Adhd
come una malattia vera e propria e di intervenire anche con l’utilizzo
di farmaci per arginarne i sintomi; dall’altra, una vasta area formata
da psicologi e psichiatri, rappresentata al convegno da Roberto Cestari,
medico e presidente di un’associazione contro gli abusi della
psichiatria, sostiene di non poter parlare di patologia vera e propria e
di non dover agire con psicofarmaci inutili e dannosi su situazioni
incerte. La verità è che, nonostante le molte ipotesi sull’origine del
disturbo, nessuno sa esattamente in cosa consista esattamente l’Adhd. Il
problema si fa più aspro considerando che il farmaco attualmente
utilizzato è il Ritalin, un potente psicofarmaco simile alla cocaina,
contestato da molti per i suoi effetti collaterali, tra cui la tendenza
all’autolesionismo, alla criminalità e all’abuso di stupefacenti. Il
discorso ha coinvolto anche l’ambiente del carcere, rappresentato dal
vicedirettore della Casa Circondariale di Treviso e da Ornella Favero,
direttrice di un mensile del penitenziario di Padova, che ha riportato
la necessità di capire più a fondo i disturbi del comportamento e i
disagi giovanili, senza trascurarne i rischi e la diffusione in
crescita. (Chiara Ferretto)
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