20-01-05, pag. 15, Cronaca
 
 
 
Giro di vite alle superiori dopo il decreto Sirchia
Fumo al bando nelle scuole
I presidi determinati a scoraggiare i giovani che si avvicinano alla sigaretta




 

 La legge antifumo giustifica un giro di vite anche nei cortili delle scuole. Non solo è severamente vietato fumare all’interno degli edifici scolastici, compresi i bagni, ma diventa sempre più scomodo fumare anche all’esterno. E’ di questi giorni una circolare del preside dell’Istituto per Geometri Palladio Giuliano De Menech, che sfruttando il clima di austerity ispirato dalla legge Sirchia, vieta a studenti ed insegnanti di fumare sulla porta della scuola. «Il fumo entra comunque in atrio - specifica De Menech - quindi è necessario che i fumatori si spostino da sotto la tettoia e vadano a fumare in cortile, giù dalla gradinata di ingresso». Gli studenti sembrano accogliere increduli il provvedimento. La tettoia dell’atrio del Palladio è sempre stato il punto di sfogo di tutti i fumatori della scuola. Il preside De Menech non è isolato. Gli dà ragione Radames Migotto dell’Itis Max Planck. «Se non piove è giusto che si spostino giù dai gradini in giardino - spiega Migotto- sono stanco di dover doverattraversare la barriera di fumo per entrare a scuola. Per non parlare poi dei mozziconi. Abbiamo messo fuori dei posacenere, ma è come non esistessero». L’intenzione dei presidi è comunque quella di scoraggiare il fumo tra i ragazzi. Rendendolo scomodo, il piacere di una sigaretta perderebbe il suo fascino. Su questa linea ha già fatto da apripista la preside del Liceo Da Vinci Maria Giuseppina Vincitorio, che ha affrontato il problema già l’anno scorso, dapprima vietando di fumare in cortile e poi riservando ai fumatori lo spazio dell’anfiteatro esterno. «E’ uno spazio delimitato e protetto - spiega la preside - comunque a scuola si può fumare solo durante l’intervallo». Anche al Duca degli Abruzzi è vietato fumare in cortile. Ma soprattutto è vietato fumare alle uscite di sicurezza. «Succedeva che per fumare si aprivano le porte antipanico - spiega il preside Otello Cegolon - e si tenevano aperte per tutto il tempo di una sigaretta. In questo modo si creava un sistema di corrente d’aria che d’inverno finiva col raffreddare la scuola. Chi vuole fumare deve uscire dalla scuola». Si fuma invece in cortile al Liceo Artistico, nonché al liceo classico Canova, all’Ipsia Giorgi. Al Turistico Mazzotti aiuta la presenza di una bussola che separa l’atrio dalla tettoia esterna. «Studenti e insegnanti possono fumare fuori della bussola, sopra la gradinata - dice la preside Luisa Tinti - prima ci si fermava all’interno della bussola da dove il fumo passava facilmente all’interno. Ora l’obbligo di uscire è diventata una consuetudine». La speranza dei dirigenti è che i nuovi divieti facciano diminuire i fumatori giovanissimi. Numerosi i progetti e le campagne antifumo, ora si aggiunge la scomodità e la ghettizzazione. Funzionerà? (m.s.)