15-09-04, pag. 17, Cronaca
 
 
 
Perse due settimane di stipendio, mistero sulle cattedre «scomparse»
Nomine in ritardo, precari in rivolta
«Sempre meno tempo indeterminato e pochi a ruolo»




 

 Grande malcontento anche quest’anno tra gli insegnanti precari. Durante la seconda giornata delle convocazioni per i contratti a tempo determinato, non si è arrestato il fermento polemico del giorno prima. Molti i precari chiamati a conoscere il proprio incarico annuale; 37 le classi di concorso all’ordine del giorno, 13 nominate nell’ aula magna dell’istituto Palladio e 24 al liceo Da Vinci. «Ogni anno siamo punto e a capo - commenta Adriana Parinetto, precaria da 16 anni - queste nomine si dovevano fare quindici giorni fa, ci sono contratti a tempo indeterminato rimasti in sospeso e come mai è così esiguo il numero delle nomine di ruolo?». Il calendario delle convocazioni doveva chiudersi entro la fine d’agosto per permettere che venissero nominati i docenti all’inizio del mese, prima dei consigli di classe e logicamente prima dell’inizio delle lezioni, così non è stato: le nomine sono in corso d’opera ed i contratti d’assunzione sono stati tutti stipulati in data 15 settembre, decurtando così ben due settimane di stipendio. Il fattore economico sicuramente genera malcontento ma ancor più ne causa la continua girandola delle nomine annuali per cattedre libere, senza un docente titolare, molti pensano che potrebbero essere sostitute da contratti a tempo indeterminato. La realtà dei fatti però non lo permette. Il numero delle cattedre di ruolo assegnabili in un anno viene infatti definito dal Ministero dell’istruzione in accordo con quello dell’Economia, «ragioni - spiega la dottoressa Rita Marcomini, dirigente del Provveditorato del Veneto - di contenimento della spesa, una volta le nomine di ruolo erano tutte per i posti vacanti, ora non più». Sono stati 37 i posti fissi stabiliti per la provincia di Treviso nelle scuole medie, 56 quelli per le superiori, tutte le altre cattedre «fantasma» sono state assegnate con scadenza 31 agosto. Altro problema: qualora il neo-titolare di cattedra rinunci alla nomina, si deve provvedere ad una nuova consultazione della graduatoria. Ieri, causa ritardi generali ed errori nell’aggiornamento di queste ultime, questo passaggio ha creato varie perplessità. «Abbiamo fatto il possibile - affermano dal Centro Servizi Amministrativi - le ultime direttive per stilare le graduatorie le abbiamo ricevute dal ministero il 28 luglio; la nomina alle cattedre dei rinunciatari è in corso, i posti intanto sono stati assegnati annualmente, chi ne risulterà titolare sarà comunque giuridicamente in carica dal primo settembre, economicamente e realmente dalla stessa data del prossimo anno».  «Non abbiamo partecipato alla pianificazione dell’attività, viene meno anche il criterio di pari dignità professionale - chiosa Giovanni Doro, precario da 12 anni - già siamo in difficoltà,aggiungiamoci pure questa...». (f.d.w.)