Tra materne, elementari e superiori: il record è del Duca degli Abruzzi
Si è conclusa ieri la lunga operazione delle nomine degli insegnati a
tempo determinato, eseguite nelle scuole-polo «Palladio» e «Da Vinci»,
per tutti gli istituti della Marca. Non accennano a placarsi, però, le
polemiche scoppiate sul metodo di assegnazione dei punteggi di
graduatoria che hanno arroventato l’estate del Csa (l’ex provveditorato)
di Treviso. Mentre comitati di insegnanti e sigle sindacali annunciano
proteste e manifestazioni, Cgil, Cisl e Uil, dati alla mano, accusano:
«C’è troppa precarizzazione nella scuola: la realtà è che un precario
costa meno di un assunto, ma così si distrugge l’istruzione pubblica».
«In tutta la provincia - dice Ermanno Rambaldi della Cgil - tra
personale docente e non docente, ci sono 1800 posti vacanti che
potrebbero benissimo essere convertirti in altrettante nomine in ruolo.
Le assunzioni, invece, sono state solo 260. Tutti gli altri posti
andranno a precari con contratti a tempo determinato. La volontà è
chiara: destabilizzare la struttura dell’istruzione pubblica». I dati
snocciolati sono significativi: «In tutta la provincia - spiega Rambaldi
- per la scuola materna i posti vaganti erano 66, le nomine sono solo
13. La situazione è analoga per gli altri livelli di istruzione.
Elementari: 403 posti, 89 nomine; medie: 160 posti, 37 nomine;
superiori: 56 nomine per 195 posti vuoti. Il settore del sostegno,
infine: 150 posti e solo 27 nomine. I dati parlano chiaro. Non è certo
colpa del Csa o degli organi locali, ma della Moratti e della sua
riforma scolastica». La scarsità di assunzioni a tempo indeterminato
comporta, come conseguenza, un gran numero di insegnanti supplenti, che
in questa settimana sono stati assegnati ai vari istituti della Marca.
Fra i licei e gli istituti tecnici e professionali ce ne sono alcuni
che, più di altri, si vedono «precarizzati» con un numero di insegnanti
supplenti che supera la decina e, spesso, anche la ventina. Guardando i
dati forniti dal Csa sulle disponibilità di contratti a tempo
determinato, infatti, in ambito cittadino lo scettro di «istituto con
più posti precari» è del Duca degli Abruzzi con 27 cattedre, seguito dal
classico Canova con 19 e dall’alberghiero Alberini con 18. Se la cavano
con poco, invece, lo scientifico Da Vinci e il Riccati/Luzzatti con 4
posti ciascuno. La situazione in provincia non è migliore, anzi. A
spiccare questa volta è l’Industriale di Montebelluna con 26 cattedre,
seguito a ruota dalle 23 del turistico Maffioli di Castelfranco e dalle
20 dell’Agrario Cerletti di Conegliano. Il liceo Scientifico Berto di
Mogliano, invece, si ferma a 3. «Il problema - accusa Rambaldi - non è
solo di carattere economico e lavorativo, ma anche e soprattutto
educativo. In questo modo, infatti, la didattica va nel pallone e i
ragazzi non possono avere lo stesso collegio docenti lungo tutto il loro
percorso di studi. Non solo: gli stessi insegnanti fanno grossa fatica a
progettare dei percorsi didattici interdisciplinari, proprio in virtù
del fatto che ogni anno cambiano due o tre docenti. Questo va a
penalizzare soprattutto le scuole elementari, dove, a nostro avviso, il
poter collegare diverse materie darebbe degli ottimi risultati». (Brenno
Zuccarello)
