RONCADE. Oggi avrebbe compiuto 22 anni, ma un destino crudele se l’è
portato via prima. Marco Gambirasi non ce l’ha fatta. Il giovane di San
Cipriano, vittima di un grave incidente avvenuto sabato a Vallio, si è
spento nel tardo pomeriggio di lunedì al Ca’ Foncello. Il ragazzo era
uscito di strada attorno alle 18 ed era stato estratto dalle lamiere
della sua auto dagli uomini del Suem e dai vigili del fuoco. Ricoverato
in rianimazione del pronto soccorso in gravissime condizioni, dopo il
primo intervento, Marco aveva dato timidi segni di miglioramento. La
situazione è, però, precipitata lunedì e i traumi riportati nell’urto si
sono rivelati fatali. Accanto a Marco i genitori, la sorella, la
fidanzata e gli amici più cari. Un lutto che lascia attonito un intero
paese, già provato dalla recente morte di un altro giovane, Carlo
Cuccato. Erano da poco passate le 18 di sabato, quando Marco Gambirasi
ha perso il controllo della sua Y10 finendo contro un platano. Il
giovane stava percorrendo via IV Novembre, in direzione Vallio, per
raggiungere il cantiere edile in cui lavorava. Dopo una semicurva,
l’auto è slittata sul manto stradale bagnato, carambolando prima contro
un platano e poi nel vicino fosso. Marco è rimasto intrappolato dalle
lamiere, subendo gravissimi danni al tronco e agli arti. Sempre accanto
a lui in queste drammatiche ore i genitori e la sorella maggiore
Consuelo. Una tragica fatalità segna il destino di Marco e della sua
famiglia: oggi il ragazzo avrebbe, infatti, compiuto 22 anni. Un giovane
come molti altri a Roncade, con un lavoro assieme al padre, una
fidanzata, gli amici, una vita tranquilla. Marco abitava con i genitori
e la sorella a San Cipriano, in località Santa Fosca. Una famiglia molto
conosciuta a San Cipriano. Il giovane aveva frequentato le scuole
elementari a San Cipriano e le medie a Roncade, poi si era iscritto
all’istituto per geometri «Palladio» di Treviso, continuando i suoi
studi al «Galilei». Alle superiori aveva conosciuto un gruppo di amici
di Casale, con i quali continuava a trovarsi. Da alcuni anni lavorava
nell’impresa edile di proprietà del padre e dello zio, la «Primo piano
costruzioni». Un lavoro che lo impegnava molto e per il quale aveva
lasciato la sua grande passione, il calcio. Fin da piccolo Marco era
entrato nell’A.s. Cipriano CaTron, giocando nella categoria dei
giovanissimi e in III categoria. Un interesse ereditato dal padre Lino,
presidente della squadra di San Cipriano per 25 anni. «Marco ha smesso
di giocare solo due anni fa - ricorda Natalino Smaniotto, vicepresidente
dell’A.s.Cipriano CaTron - era un ragazzo in gamba, con carattere e con
la testa a posto. Una perdita veramente dolorosa». Da poco si era anche
fidanzato. «Aveva conosciuto conosciuto una ragazza di Feltre - racconta
Eleonora, un’amica d’infanzia - ed i genitori erano molto contenti. Lo
ricordo durante i campi estivi organizzati dalla parrocchia, aveva il
sorriso sempre sulle labbra». La famiglia non ha voce per parlare, è
chiusa nel dolore per la perdita improvvisa di un figlio e di un
fratello troppo giovane. La data del funerale non è ancora stata
fissata.
