I presidi delle scuole trevigiane, pubbliche e private, respingono le
accuse del questore. «Ciò che manca alle scuole - commenta il preside
dell’Itis Planck Radames Migotto - è una consulta delle istituzioni
autonome per discutere come individuare e affrontare il problema
dell’uso e dello spaccio di sostanze tra gli studenti». Casi di abuso in
istituto? Se ci sono, tutti i presidi sono pronti a denunciare. «Non c’è
preoccupazione di nascondere - commenta il direttore del Collegio Pio X
don Giacomo Lorenzon - i genitori dei nostri studenti sono avvertiti
all’inizio dell’anno. Semmai sono i risvolti di legge che vanno
chiariti. Fino a dove arriva la privacy? La polizia può aprire gli
zainetti dei ragazzi senza preavviso?». Mentre il direttore del Filippin
di Paderno, Fratel Gabriele Dalle Nogare, sottolinea che i 580 studenti
iscritti vengono sottoposti periodicamente ad analisi del sangue, il
preside dell’Itis Migotto ricorda di essere riuscito a controllare il
fenomeno del piccolo spaccio utilizzando gli studenti stessi come
informatori: «Questo metodo è stato aspramente criticato - dice - ma ha
funzionato». Al Palladio il preside
Giuliano De Menech ribatte: «Non è stato mai insabbiato nulla, non sono
al corrente di casi nel nostro istituto. Luogo di spaccio è la discoteca
non la scuola».
