SABATO, 17 MARZO 2007
 
 
 
La circolare Fioroni divide i presidi: «Non c’è altro a cui pensare?». Ma nelle superiori la norma esiste già: telefonini restituti ai genitori
 
«Multe per chi usa cellulari in classe»
 
L’idea del preside De Menech. Un summit scuole-Usl-prefetto sul bullismo
 
 «Bisognerebbe consentire alle scuole di applicare sanzioni amministrative pesanti, come quelle del codice della strada, per chi usa il cellulare in classe. Sanzioni che avranno funzione deterrente per gli studenti, ma benefica per le casse delle scuole». Dopo la direttiva del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni che inasprisce le sanzioni per l’uso dei telefonini in classe, il dirigente dell’Itc Palladio, Giuliano De Menech, rilancia con le «multe». E la proposta potrebbe essere avanzata al prefetto, nel summit che il mondo scolastico avrà con Capocelli a fine marzo, o ai primi di aprile: un summit sui problemi del disagio giovanile, bullismo in testa
 Una conferenza permanente con presidi, dirigenti dell’Ufficio scolastico, Usl. Nell’istituto di De Menech i docenti sequestrano un paio di telefonini la settimana, poi riconsegnati personalmente dal dirigente ai genitori. «Manca l’aiuto delle famiglie - si lamenta il preside - Proporrei un’indagine Arpav sui campi elettromagnetici». Con lui Anna Durigon, che dirige l’Itt Mazzotti: «La tematica è affrontata nel campo dell’educazione alla salute: il cellulare crea dipendenza. I ragazzi lo usano solo in ricreazione». Nelle altre scuole la direttiva Fioroni è già applicata alla lettera: sequestro e restituzione ai genitori sono nei regolamenti d’istituto. Non al Riccati-Luzzatti, che ora si allineerà. Al «Da Vinci» il telefono è consegnato dai ragazzi nelle verifiche. Se ritirato, è restituito ai genitori. All’artistico «il sequestro è nel regolamento, illustrato il primo giorno di scuola» - dice Giorgio Russi. Il «numero uno» del Besta, Carmelo Ruggeri, è un po’ più «permissivo”: «Una volta ritirato, è restituito a fine ora - spiega - in caso di recidiva, avvisiamo le famiglie. Cerchiamo il dialogo con i ragazzi, la collaborazione delle famiglie». Al Giorgi, il dirigente Adriano Zonch non transige: ritiro, ma restituzione dopo una settimana.
 «Succede sporadicamente - dice - qualche caso in più a inizio anno, i nuovi non sanno che non ammettiamo sconti». Il Canova è isola felice. «Il sequestro è previsto - afferma Alfea Faion - ma non si è mai verificato». C’è però chi se la prende con il ministro. «Noto con piacere che Fioroni si occupa dei temi importanti della scuola», dice sarcastico Felice Doria, del Fermi, dove rari sono stati i cellulari ritirati. «Dipende dall’insegnante, accorge o meno» - conclude. Anche all’Itis Planck i ragazzi non usano cellulari in classe. «Neanche i professori - aggiunge Radames Migotto, che riserva una frecciatina al ministro: «Sapevo che fosse fantasioso, non che volesse fare il preside di tutti gli studenti. Ci sono cose ben più serie a cui pensare. Nella prossima circolare ci insegnerà come mandare i ragazzi a fare la pipì?»