03-04-07, pag. 15, Cronaca
Bigardi (Csa): «Bisogna impedire lo spirito di emulazione con severità»
 
«È un fenomeno che si autoalimenta Va fermato» Nel mirino anche droga e violenza
  Vertice per stroncare il cyberbullismo

Parte da Treviso l’offensiva contro il cyberbullismo a scuola. Il prefetto Vittorio Capocelli ha infatti convocato per oggi alle 11 un vertice per studiare le contromisure da adottare nei confronti dei dilaganti fenomeni di bullismo negli istituti scolastici anche della Marca, e messi in internet attraverso i videofonini. All’incontro, oltre ai vertici delle forze dell’ordine e a diversi sindaci della provincia, parteciperà anche Maria Giuliana Bigardi, dirigente del Csa (Centro servizi amministrativi).  Ormai gli studenti che non compaiono su siti web specializzati come youtube o il padovano picubo non sono nessuno. O almeno così si considerano. E quindi si scatena la corsa a chi riprende con il proprio cellulare le immagini più choccanti, o meglio, si creano situazioni limite al fine di diffonderle: da una folle corsa in auto per il centro di Treviso, simulando un rapimento, alle bestemmie in faccia a una suora (al Mazzotti?) alla quale non resta altro da fare che recitare il Padre nostro di fronte allo studente blasfemo. Una pericolosa escalation che il prefetto Capocelli vuole interrompere. Per questa mattina ha infatti convocato il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. All’ordine del giorno il bullismo, reale e cyber, e la droga tra i giovani. «Il prefetto ha organizzato l’incontro per fare il punto sulla situazione e trovare le strategie per combattere questo fenomeno - spiega la Bigardi - sarà importante individuare quali strumenti adottare sul territorio».  Il vertice in prefettura è tra i primi in Italia con l’obbiettivo di combattere il fenomeno. E arriva pochi giorni dopo l’esplosione dello scandalo del sito padovano, www.picubo.it, dove vengono mostrate studentesse che ballano aggrappate a un palo come ballerine lap professioniste, o che si spogliano in classe per la gioia dei compagni ma soprattutto dei cybernauti. «Questi ragazzi inseguono la fama nel web attraverso immagini fuori da ogni convenzione», sostiene Filippo, il creatore e gestore del sito padovano. E attraverso la rete e i nuovi mezzi di telecomunicazione i giovani attirano l’attenzione sempre i più il livello delle bravate. «E’ il cyberbullismo - scrive il ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni nella direttiva che inasprisce le sanzioni per l’uso di telefonini in classe - la nuova forma di prevaricazione che non consente a chi la subisce di sfuggire o nascondersi e coinvolge un numero sempre più ampio di vittime. E i nuovi mezzi hanno dato la possibilità a chiunque non solo di registrare immagini ma anche di divulagrle».  Molti i presidi che parteciperanno oggi al vertice di piazza dei Signori. Tre questi anche il preside dell’Itg Palladio Giuliano De Menech, che in passato aveva già chiesto la possibilità per i professori di sanzionare con multe salate gli studenti sorpresi con il cellulare acceso in classe. E la proposta potrebbe essere fatta proprio oggi al prefetto. «Bisognerebbe consentire alle scuole di applicare sanzioni amministrative pesanti - aggiunge il preside del Palladio - come quelle del codice della strada. Colpire gli studenti nel portafogli, soprattutto nel Nordest, potrebbe essere un modo valido per sensibilizzarli. E, se pizzicati, il cellulare deve essere sequestrato». Forse oggi potrebbe essere adottata la prima misura drastica per stroncare un fenomeno che sembra ormai inarrestabile.