12-02-08, 19 Cronaca
 
 
 
Il pm: fascino del branco, egoismo, errate percezioni alla base del fenomeno
«Bullismo crisi morale, non di legalità»
 




 

 Il bullismo come crisi non solo della legalità, ma anche della moralità. E’ stato il sottile filo conduttore che ha legato il convegno di ieri mattina all’Itg Palladio che aveva come tema «I giovani tra illegalità e...?», con un’aula magna strapiena di giovani, i veri protagonisti dell’evento.  La tentazione a sfuggire alle regole, alla disobbedienza e al rifiuto dell’autorità: questi i temi che i ragazzi vivono con maggior sofferenza, a fronte di un gusto per il branco che ancora non si è sopito.  «I giovani che trasgrediscono dimostrano che c’è un’errata percezione, far ciò che si vuole non è legato allo star bene - ha spiegato il sostituto procuratore Antonio De Lorenzi, intervenuto al posto del procuratore capo Antonio Fojadelli - la felicità non si ottiene con derive egoistiche di schiavitù».  Bullismo, quindi, ma anche associazioni di gruppo che arrivano al limite della legalità, con la pericolosa propensione a compiere qualcosa di trasgressivo soltanto per il gusto di sentirsi diversi e di rompere le regole. «La crisi della legalità come crisi dei principi: per i giovani il futuro è solo una minaccia. In certi casi diventa difficile stabilire se la condotta di una persona sia perseguibile penalmente o meno - ha concluso De Lorenzi - ma di certo dovrebbe essere la morale a imporre dei limiti prima di arrivare all’illegalità».  Dominata, in certi casi, anche dalla solitudine, come ha ricordato il viceprefetto Alberto Lo Russo (che sostituiiva il prefetto Vittorio Capocelli, artefice del porgetto per la legalità con le istituzionali scolastiche e sociali), sotto le sembianze dei videogames.  Dopo gli interventi istituzionali è stato il turno di Don Luigi Merola, il prete anti-camorra, referente nazionale del ministero della Pubblica Istruzione per l’educazione alla legalità, che ha catalizzato le attenzioni dei giovani con filmati ed esempi. Il motto era sempre lo stesso: no al bullismo. Un grido dalle terre della Campania flagellate dalla criminalità (m.g.)