24-05-08, 17Cronaca

«Una sconfitta per i docenti»
 




 

 «E’ una giornata triste». Questo il commento del provveditore Maria Giuliana Bigardi alla notizia delle indagini sullo spaccio e il consumo di droga, che ieri hanno portato a due arresti e a una trentina di segnalazioni fra gli studenti delle scuole di Treviso. Il provveditore era già a conoscenza dell’indagine, che comunque è stata un fulmine a ciel sereno nella «Giornata della legalità», che si è svolta ieri in mattinata al «Palladio» per sensibilizzare gli studenti ai valori della Carta costituzionale, alle problematiche della bullismo e anche del consumo degli stupefacenti, promossa dalla Prefettura, dalle Asl e dal mondo della scuola. «Una coincidenza del tutto fortuita, non voluta e significativa - continua Bigardi - E’ un segnale forte quello che ci è stato dato. Credo che per molti insegnanti questo fatto sia vissuto come una sconfitta». Il fatto spinge ora tutto il mondo della scuola ad interrogarsi. L’assessore provinciale con delega alla scuola Carla Puppinato invita a non criminalizzare la scuola trevigiana - «che è una buona scuola», commenta - ma non nasconde l’amarezza e anche un senso di impotenza di fronte al dilagare di questo fenomeno. «Mi spiace moltissimo. Più che parlare e cercare di dialogare non sappiamo cosa fare». E punta il dito contro il sistema scuola nel suo complesso e anche contro «l’eccessivo permissivismo dei genitori». «Bisogna avere un pò più di polso e cercare di guardare al di là del programma scolastico - commenta - L’importante è che gli insegnanti, piuttosto che far finta di non vedere, segnalino i casi che possano apparire critici». Per Germano Zanusso, responsabile del Dipartimento delle dipendenze patologiche dell’Asl 7 e 9, il fenomeno della diffusione delle sostanze stupefacenti nelle scuole è sempre più in crescita. Le segnalazioni giungono dai Cic, gli sportelli di informazione e consulenza delle scuole. «Abbiamo ricevuto anche qualche segnalazione da parte dei genitori che hanno trovato pezzettini di hashish nelle stanze dei loro figli, i quali magari erano meravigliati che i genitori si fossero scandalizzati - commenta Zanusso - Il rpobelma è che questi ragazzi non conoscono più il confine su ciò che è lecito e ciò che è illecito». Sulla questione interviene anche il consigliere regionale e comunale della Sinistra Arcobaleno Nicola Atalmi. «Il quadro che emerge è molto allarmante», commenta.